L’errore di Cartesio
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(2) Author: Re, Anna Title: L’Errore di Cartesio. Rinascimento la nuova scienza e una concezione meccanicistica della natura. Vediamo alcuni esempi di dualismi: mondo delle apparenze. mondo delle idee. corpo. spirito. concreto. astratto. res extensa. res cogitans. irrazionalità. razionalità. finito. infinito. non-io. io. wilderness. civiltà. wild. tamed. scienze umane scienze naturali animale. uomo. natura. società. individuo. universo. microcosmo. macrocosmo. donna. uomo. proporre una gerarchia, la fila di destra si colloca ad un livello superiore rispetto alla sinistra. Se si propone poi una valutazione da un punto di vista etico, la fila di destra tende ugualmente a prevalere. Il significato di questa interpretazione è che nella cultura occidentale prevalente ciò che è più vicino alla concretezza, alla fisicità, in definitiva alla natura si colloca in una posizione inferiore rispetto a ciò che ha a che fare con l‟astratto, lo spirituale, l‟universale. Una visione del mondo che svaluta la realtà concreta e sostiene un atteggiamento di distacco da essa ha come conseguenza una indifferenza, una non cura per le cose e per l‟ambiente, induce ad azioni di depredazione e irresponsabilità ed inoltre offre un‟autorizzazione morale all‟interpretazione della natura come semplice “risorsa” ad uso e consumo dell‟uomo. In L’errore di Cartesio Damasio compie il tentativo di unificare mente, cervello e corpo, sulla base di dati scientifici. Partendo da casi clinici cerca di dimostrare che l‟idea dell‟esistenza di un pensiero puro, di una razionalità non influenzata da emozioni, non ha riscontro nella realtà. La mente non è un computer in grado di presentarci un elenco di 81 © Ecozon@ 2010. Vol. 1 No. 1. Osservando questo schema si possono azzardare alcune riflessioni. Se si vuole.
(3) Author: Re, Anna Title: L’Errore di Cartesio. argomenti razionali a favore o contro una scelta. La mente umana agisce più rapidamente: prende in considerazione il peso emotivo che deriva dalle nostre precedenti esperienze, fornendoci una risposta sotto forma di sensazione viscerale. L‟errore di Cartesio è stato non capire che l‟apparato della razionalità non è indipendente da quello della regolazione biologica e che i sentimenti spesso sono in grado di condizionare le nostre convinzioni e scelte. La posizione di Damasio va anche a criticare il risultato che provoca l‟interpretazione di Cartesio, ossia una gerarchizzazione del mondo in cui la res cogitans si colloca ad un livello superiore rispetto alla res extensa. Certo, il metodo di Cartesio è tuttora valido: seppe riconoscere la complessità dell‟essere umano, la sua duplice realtà di mente e corpo. Quello che mancò a Cartesio fu la capacità di definire il rapporto tra le due identità dell‟uomo che non viaggiano su binari separati, ma sono l‟una indispensabile all‟altra. Nella cultura occidentale permane la concezione della natura come discontinua, ontologicamente divisa dalla sfera umana. Da qui la visione di un‟umanità che costituisce qualcosa di a parte rispetto alla natura, generalmente un dominatore esterno. Non è l‟uomo inteso come fenomeno fisico ad essere considerato esterno al mondo della natura, ma piuttosto ciò che è essenzialmente e autenticamente umano, e che contraddistingue l‟uomo in quanto specie: la ratio. Questo tipo di visione di un‟umanità esterna ed aliena alla natura ha (mente/corpo, ragione/sentimento, maschile/femminile), e che è particolarmente accentuato dalla tradizione razionalista. In questo quadro, ciò che è caratteristico dell‟uomo e contraddistingue le qualità umane, si definisce in opposizione a ciò che è considerato appartenere al mondo naturale e animale. L‟umano si definisce in opposizione alla natura. La natura è quindi profondamente divisa dalla sfera umana, si caratterizza come aliena e generalmente ostile e inferiore. Val Plumwood definisce questa dicotomia il problema, o tesi, della discontinuità (discontinuity problem). Tale dicotomia polarizza le differenze e sminuisce le caratteristiche comuni, costruendo una teoria della differenza con presupposti di superiorità/inferiorità, e concepisce l‟elemento inferiore come un mezzo ai fini del raggiungimento degli scopi dell‟elemento superiore (tesi strumentale). Essendo la natura stessa dell‟elemento superiore definita in opposizione a quella dell‟elemento inferiore, il suo scopo è di allontanarsene e dominarla. Per demolire questi dualismi non è sufficiente rivalutare l‟elemento inferiore, è necessario riesaminare e riformulare le categorie che compongono la dicotomia. Così nel caso della dicotomia uomo-natura, non ci si può limitare ad innalzare lo status della categoria 82 © Ecozon@ 2010. Vol. 1 No. 1. sviluppato un forte dualismo uomo-natura, che è parte di una rete di dualismi correlati.
(4) Author: Re, Anna Title: L’Errore di Cartesio. natura, ma bisogna riconcettualizzare entrambe le categorie, uomo e natura. L‟uomo ha caratteristiche sia biologiche sia intellettuali, ma sono queste ultime ad essere considerate autenticamente umane. Una strategia che intenda minare le basi del dualismo uomo-natura, potrebbe cominciare col riconoscere la validità delle qualità escluse. Così, la sfera sensuale e quella emotiva diverrebbero qualità pienamente umane, tanto quanto la capacità di pensiero astratto. Un tale procedimento porterebbe al riconoscimento delle continuità (continuity vs discontinuity) tra la sfera umana e il mondo naturale. Si procede dall‟assunzione che la discontinuità e l‟alienazione dalla natura abbia le sue basi nell‟alienazione da quelle qualità umane che forniscono la continuità con il mondo naturale. In questa prospettiva, si deve auspicare una riconcettualizzazione della categoria umana per liberarla dai lasciti del razionalismo, ed una corrispettiva riformulazione del concetto di natura, intrappolato in una visione meccanicistica e materiale. Oltre ad evidenziare la necessità di una riconcettualizzazione delle categorie uomo e natura, si devono ricercare nuove possibilità di relazione tra le due, altre rispetto alla relazione strumentale. Scrive Karen Warren: “Relationships are not something extrinsic to who we are, not an „add on‟ feature of human nature; they play an essential role in shaping what it is to be human”.. Dobbiamo vedere gli esseri umani e non umani come interdipendenti. Ma il fatto che gli interessi degli individui siano affini non implica una visione olistica, questi infatti non sono fusi in un‟unica entità, né sono indistinguibili. La visione del sè-in-relazione è, secondo Plumwood, un buon candidato per lo sviluppo di una più ricca relazione dell‟ “io”. È un rapporto che permette di riconoscere l‟importanza dell‟interdipendenza e delle relazioni, senza cadere nel problema dell‟indistinguibilità, che riconosce sia la continuità che la differenza tra i soggetti in relazione, e che rompe la dicotomia culturale tra interessi egoistici ed altruismo. Sulle basi di questo rapporto, l‟ “io” rimane distinto dall‟ “altro”, ma sempre in relazione di continuità con esso, e il rispetto per l‟ “altro” è un‟espressione dell‟io-inrelazione. Una immagine rappresentativa della costante relazione tra esseri che però non perdono la loro individualità, e che mi piace proporre in questo contesto, ci è offerta da Calvino in un testo scritto per la presentazione di una mostra di scultura:. 83 © Ecozon@ 2010. Vol. 1 No. 1. (Plumwood 301).
(5) Author: Re, Anna Title: L’Errore di Cartesio. “Io sono una pietra… Io sono questa pietra con questo spigolo vivo, tagliente, con questa base netta squadrata, e questa superficie interrotta da una fenditura verticale, e su quest‟altra un‟intaccatura dentata verso il basso, e qua invece un incavo ricurvo. Ma il mio essere pietra implica pure l‟essere parte d‟una pietra più grande da cui mi sono staccata… cioè il partecipare della natura di tutto ciò che è pietra… Ma sbaglierebbe chi credesse che tutte le pietre insieme possano ricomporre la Grande Pietra: i lati non combaciano, concavità e sporgenze non coincidono… C‟è tuttavia un equilibrio, una complementarità, un‟armonia che noi pietre, pur restando separate e inassimilabili, possiamo raggiungere, ed è questo il modo di pietra che situandoci l‟una in rapporto all‟altra vogliamo ricomporre nella sua saldezza inesorabile” (Calvino 419-420). Non è però facile stabilire questa relazione di connessione, questa “saldezza inesorabile”, con ciò che è culturalmente percepito come alieno e inferiore; e a questo punto è inevitabile ribadire l‟importanza della riformulazione di categorie quali l‟umano, il “sé”, e la natura, perché una visione del mondo improntata sul modello io-in-relazione necessita di presupposti filosofico-culturali radicalmente diversi da quelli forniti dalla visione razionalistica.. Vol. 1 No. 1. 84 © Ecozon@ 2010.
(6) Author: Re, Anna Title: L’Errore di Cartesio. Bibliografia Damasio, Antonio, L’errore di Cartesio. Emozioni, ragione e cervello umano, Adelphi: Milano, 1995. Plumwood, Val, “Nature, Self, Gender: Feminism, Environmental Philosophy, and the Critique of Rationalism”, in Environmental Philosophy: From Animal Right to Radical Ecology, edited by Michael E. Zimmerman, Prentice Hall, Englewood Cliffs, 1993. Calvino, Italo, “Sono una pietra. Per Alberto Magnelli”, in Romanzi e racconti, I Meridiani, vol. 3, Mondadori, Milano, 1994.. Vol. 1 No. 1. 85 © Ecozon@ 2010.
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