PDF superior Il romanzo italiano contemporaneo tra (pseudo)autobiografia e saggismo

Il romanzo italiano contemporaneo tra (pseudo)autobiografia e saggismo

Il romanzo italiano contemporaneo tra (pseudo)autobiografia e saggismo

89 Jugoslavia grazie ai soldi guadagnati durante l’estate precedente, Bruno, concluso l’anno scolastico, si trova a dover cercare un lavoretto per potersi pagare la tanto desiderata avventura verso est. La narrazione del mese trascorso alla Forca, resa memorabile da episodi e da personaggi che paiono per lo più inventati o per lo meno iperbolicamente esagerati (dalle botte al commendatore, cliente tanto estroso quanto restio a pagare, allo sguardo triste e sconsolato di una cameriera che Bruno incrocia per caso, finito il proprio turno, mentre questa, mutandine abbassate e prona su una sedia nello sgabuzzino del ristorante, cede suo malgrado a quel padrone che era stato descritto come “bravo, cattolico, di quelli vecchi”), acquisisce, in rapporto alle riflessioni saggistiche che la precedono, significati particolari. Se da un lato, infatti, la Forca, che si rivela essere ristorante per turisti dove il cibo viene spacciato per autentico e tradizionale pur non essendolo affatto, rappresenta una sorta di correlativo di quella fine del mondo pre-industriale e della sua autenticità, dall’altro l’esperienza lavorativa del giovane Bruno si configura nonostante questo come piena, ricca, meritevole non solo di permettere, coi soldi guadagnati, il viaggio in Croazia ma anche e soprattutto di educare il protagonista a un mondo sì diverso da quello precedente alla piena affermazione della modernità di massa, sì a tinte spesso cupe, sì pieno di contraddizioni, ma vivo, possibile. Esperienza necessaria al compimento del picaresco viaggio in Croazia, quella del lavoro alla Forca condensa in sé, sì semplificandole ma allo stesso tempo confermandole tramite la solidità e la concretezza del racconto di una esperienza che in qualche modo le conferma, le riflessioni saggistiche sulla modernità di massa prodotte nelle righe precedenti. Tramite una forma ibrida, frutto della dialettica tra scrittura (pseudo)autobiografica e scrittura saggistica, queste righe mostrano come e quanto la forza conoscitiva e comunicativa del romanzo di Pischedda stia proprio nel suo optare per una fisionomia tanto sperimentale per quegli anni quanto dotata di possibilità forse precluse ad altre forme. Tramite il rapporto di reciproca validazione tra particolare concreto della narrazione (pseudo)autobiografica e generale astratto della riflessione saggistica, Com’è grande la città riesce o sembra riuscire nel tentativo ambizioso di coniugare la seria volontà speculativa e conoscitiva del testo con la necessità di mantenerlo leggibile anche per un lettore medio capace di dipanare, di sciogliere la complessità del contenuto saggistico tramite l’esemplarità e la solidità del contenuto esperienziale, (pseudo)autobiografico del testo.
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Tra romanzo e autobiografia

Tra romanzo e autobiografia

Limitandoci ai soli elementi verbali, possiamo intanto prevedere che questo lettore si potrebbe soffermare sul nome dello scrittore (il primo elemento che compare in alto). Julio Monteiro Martins è un nome non ‘classicamente’ italiano e fa, quindi, immediatamente pensare a uno scrittore straniero. Se la curiosità del nostro lettore lo portasse a voler sapere se il libro è tradotto o se Martins è parte dell’ormai piuttosto numerosa schiera di scrittori non italiani che vivono in Italia e scrivono in italiano, basterebbe uno sguardo al risvolto di copertina per scoprire che Martins è brasiliano, di Niterói, nello stato di Rio de Janeiro, ma che, pur continuando a trascorrere lunghi periodi in Brasile, vive da ormai più di quindici anni in Italia, dove, oltre ad insegnare lingua portoghese e traduzione letteraria all’Università di Pisa, si dedica anche al laboratorio di narrativa della Scuola Sagarana, dirige la rivista con lo stesso nome e, soprattutto, scrive racconti e romanzi, attività che non è iniziata nel periodo in cui si è trasferito in Italia, ma che già svolgeva con una certa regolarità anche in Brasile.
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12 Lee mas

Strategie dell’onniscienza nel romanzo italiano contemporaneo

Strategie dell’onniscienza nel romanzo italiano contemporaneo

Qui il narratore dà conto di ciò che tutti i personaggi stanno pensando (o dicendo), senza lasciare alcunché di sottointeso: tutto può essere mostrato, espresso in modo schiet- to. Così come schiettamente, nel corso del romanzo, sono presentati i personaggi, sempre a rischio di apparire caricaturali: un padre rappresentato come un uomo «gigantesco», « sso con il sigaro in mano», «con la canotta fradicia, l’occhio sbarrato», un altro che si sbottona la camicia e resta «a petto nudo, con la catenina d’oro e il croci sso scintillante tra i peli», mentre le mogli hanno «i ricci arrotolati nei bigodini e le sopracciglia mal depilate» o indossano «ciabatte invernali sfondate sui talloni e un grembiule macchia- to sopra una vestaglia nera»; e ancora, ci sono operai che in fabbrica girano le pagine di un calendario osé, giovani amanti che hanno vissuto «Anni di gambe dilatate contro le piastrelle dei cessi, nei ristoranti; contro gli armadietti delle palestre, nei letti matrimo- niali di altri, tra i vestiti sparsi» e adolescenti che «Nonostante i brufoli, l’apparecchio, le labbra screpolate, le sopracciglia folte e unite al centro sembrano quasi belle». 42 Senza contare i numerosi passaggi quasi oleogra ci nel riprodurre alcune scene madri: come quando, dopo un diverbio notturno in casa di Anna, l’idillio familiare si ricompone (e si tenga conto che il personaggio maschile è appena rientrato in casa dopo avere rubato «una quantità industriale di rame»): 43 «Alessio rise. Risero insieme, abbracciati e stan- chi, alla luce della lampadina che pendeva dal so tto e dell’alba che stava sorgendo. In quel momento, da dietro lo spigolo della porta, apparve Anna. Non disse niente. Rima- se lì, pulita e scalza. Li guardava, non vista, come un piccolo angelo in pigiama. Nel suo alfabeto, quella era una cosa molto bella. La sua mamma con il viso nell’incavo tra il collo e la spalla di suo fratello, era forse la cosa più bella». 44 Qui, come nel resto del romanzo,
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27 Lee mas

Dall'eterno ritorno al ritorno all'eterno : il compito primario del pensiero contemporaneo per uscire del nichilismo

Dall'eterno ritorno al ritorno all'eterno : il compito primario del pensiero contemporaneo per uscire del nichilismo

Là dove prevale l’assunto che l’unica vera realtà sia un dive- nire originario e senza scopo, si apre la strada all’intendimen- to di un ulteriore carattere, oscuro ed enigmatico, del nichilis- mo. La comprensione del divenire come evento che non richie- de spiegazione comporta, col congedo del problema di Dio, il rifiuto della verità della creazione e nelle sue punte estreme una filosofia della decreazione: essa può giungere sino all’an- nientamento dell’io da parte dell’io e infine al tentativo del dei- cidio, all’intento espresso di uccidere Dio. Il deicidio costituis- ce il senso autentico del celebre brano 125 della Gaia scienza, le cui le interpretazioni, —proprio in quanto si sono esercitate con enorme frequenza sul detto ‘Dio è morto’ e altrettanto fre- quentemente hanno lasciato da parte il ripetuto annuncio dell’uomo folle: ‘noi lo abbiamo ucciso’—, perdono non poco della loro forza significante. Sarebbe opportuno soffermarsi su questo punto cruciale, capace di svelare una profonda omolo- gia fra nichilismo e violenza.
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21 Lee mas

Per La Frontiera tra L´Equatore e il Perú: Arbitro Sua Maestá il Re di Spagna (Folleto).

Per La Frontiera tra L´Equatore e il Perú: Arbitro Sua Maestá il Re di Spagna (Folleto).

v a r i t e n t a t i v i p e r c o n s e r v a r e l a p a c e s i a p r i r o n o le o s t i l i t à t r a le d u e N a z io n i. L a C o lo m b ia v i n s e . I l n e g o z i a t o r e d e l l a p a c e v o l le p r o v a r e n e ll e t r a t t a t i v e il d i r i t t o d e l l a C o lo m b ia a d a v e r e l a s o v r a n i t à d e l le d u e p r o v i n c i e . L a p r e t e s a fu r e s p i n t a . I m p o r t a n t e è l ’a r t . V d e l T r a t t a t o c h e r e c o n e l s u o t e s t o : A m b o le p a r t i ric o n o sc o n o p e r d e i lo ro r i s p e t t i v i t e r r i t o r i i m e d e s im i ( lim iti) c h e te n e v a n o p r i m a d e lla lo ro i n d ip e n d e n z a p i i a n tic h i v i c e r e a m i d i N u o v a G r a n a d a e il P e r ii con le so le v a r i a z i o n i ch e g iu d ic h e r a n n o c o n v e n ie n te
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38 Lee mas

La testimonianza del minore nel processo penale italiano tra norme interne e direttive comunitarie

La testimonianza del minore nel processo penale italiano tra norme interne e direttive comunitarie

Preliminarmente, sulla scia delle direttive europee, si definisce la nozione di particolare vulnerabilità, ai sensi del nuovo art. 90-quater c.p. p., collocato non a caso dopo la norma che distingue fra i diritti e le facoltà dell’offeso. La condizione di particolare vulnerabilità è desunta, oltre che dall’età e dallo stato di infermità o di deficienza psichica, dal tipo di reato, dalle modalità e circostanze del fatto per cui si procede. Nella valutazione della condizione si tiene conto se il fatto risulta commesso con violenza alla persona o con odio razziale, se è riconducibile a criminalità organizzata, terrorismo o tratta degli esseri umani, se ha finalità di discriminazione e se la vittima è affettivamente, psicologicamente o economicamente dipendente dall’autore del reato. Tuttavia, la norma di nuovo conio sembra legare l’esigenza di protezione della vittima da caratteristiche “specifiche” anziché richiedere un accertamento, in concreto, volta per volta < < a prescindere da quelle caratteristiche che qualificano una particolare situazione di vittimizzazione> > , laddove l' idea di fondo della direttiva è, viceversa, che la condizione di vittima non è una sorta di status collegato ad una determinata qualità personale o al tipo di reato subito 24 .
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11 Lee mas

Buen Vivir tra teoria e pratica: il caso del Parque Nacional Yasuní.

Buen Vivir tra teoria e pratica: il caso del Parque Nacional Yasuní.

La nuova costituzione ufficializzò le lingue ancestrali, il Quechua y lo Shuar, che insieme allo spagnolo adesso sono le lingue ufficiali Ecuadoriane e dei popoli indigeni nella zona in cui abitano (Art. 2); la costituzione dichiara apertamente negli articoli 27, 28, 29 la promozione dell'educazione interculturale e riconosce le nazionalità; vengono riconosciute le nazionalità diverse come parte integranti dello stato dell' Ecuador (Art. 56) e nell'Articolo 57 vengono riconosciuti i diritti collettivi ai comuni, alle comunità, ai popoli e alle nazionalità come il diritto di mantenere le proprietà terriere e i territori ancestrali e viene esplicitato che ne ottengano le assegnazioni gratuite, la partecipazione nell'uso, nell'usufrutto, nell'amministrazione e nella conservazione delle risorse naturali delle loro terre e ottengono, inoltre, l'essere consultati prima dello sfruttamento e della commercializzazione delle risorse di quelle terre e parteciparne ai benefici ed essere indennizzati per i danni eventuali causati:
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166 Lee mas

Costituzione e Ragione pubblica: il principio di ragionevolezza tra diritto e politica

Costituzione e Ragione pubblica: il principio di ragionevolezza tra diritto e politica

Ebbene, nella misura in cui si puo dimostrare che la concezione della giustizia come equita sia il modo migliore di realizzare il libe- ralismo politico nel regi[r]

38 Lee mas

Tra forma e contenuto: un’idea per il sepolcro del giovane Bonifacio a Napoli

Tra forma e contenuto: un’idea per il sepolcro del giovane Bonifacio a Napoli

dicembre del 1517. Aggiungiamo che gli spostamenti, così come suggeriscono i documenti a noi pervenuti, lasciano supporre una tendenza da parte di Ordóñez a muoversi di continuo; ad entrare in contatto con gli artisti del suo tempo che ruotavano intorno a Raffaello alla vigilia dell’esecuzione delle Logge. Quella suggestione che sembra derivare da questa impresa romana non esclude una conoscenza di disegni preparatori; non esclude scambi e dialoghi tra gli artisti. Di fatto se conserva validità l’attribuzione a Machuca della scena con Isacco che benedice Giacobbe, possiamo spiegarci le assonanze con l’opera di Ordóñez. Nel suppedaneo napoletano dove si trova la scena del Compianto scorgiamo la medesima sensibilità pittorica e impellenza comunicativa fatta di occhi trepidi e spiritati, capelli e abiti agitati da un fare veloce. Infine, la figura di uomo barbuto appoggiato al basamento sulla sinistra evoca il Noè delle Logge vaticane. E’ l’arte che cresce su se stessa.
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16 Lee mas

Il principio del contraddittorio : lineamenti compartivi tra processo italiano e canonicoThe principle of adversarial process : the relationship between italian and canonic processes

Il principio del contraddittorio : lineamenti compartivi tra processo italiano e canonicoThe principle of adversarial process : the relationship between italian and canonic processes

72 Per ragioni di spazio non è qui possibile argomentare le caratteristiche del processo penale statuale, tenendo conto delle diverse prospettive riconducibili, ad esempio, alle idee del processo accusatorio o inquisitorio, così come un’ulteriore contrapposizione si collega alla fun- zione della sanzione, ovvero al modello garantista o a quello della difesa sociale. Ex multis si veda: Ferrajoli, L. (2002). Diritto e ragione. Teoria del garantismo penale. Laterza, Roma-Bari; Spangher, G. (1988). Il processo penale dopo la legge Carotti. Garaveglia, M., Profili del nuovo processo penale. Padova; Pisani, M. (1988). Introduzione al processo penale. Milano; Ambrosini, G. (1990). Il codice del nuovo processo. Torino; Amodio, E. (1990). Lezioni sul nuovo processo penale. Milano; Gullotta, G. (1990). Strumenti concettuali per agire sul nuovo processo penale: metodologia giudiziaria, ivi; Lattanzi, G. (1990). Norme di attuazione, di coordinamento e tran- sitorie del nuovo codice di procedura penale: annotate con le relazioni e i lavori preparatori, ivi; Lozzi, G. (1990). Riflessioni sul nuovo processo penale. Torino; Conti, G. (1992). La giurispru- denza della Corte Costituzionale sul processo penale, 2 voll. Milano; D’andria, M. (1992). Reper- torio sul nuovo processo penale: tutte le massime ordinate articolo per articolo con le indicazioni bibliografiche, ivi; Ferrua, P. (1992). Studi sul processo penale. Torino; D’andria, M. (1993). La giurisprudenza sul nuovo processo penale: gli articoli del codice annotati con le massime e le indicazioni bibliografiche. Milano; Chiavario, M. (2001). “Giusto processo: II) Processo penale”. In Enciclopedia giuridica, XV. Istituto della Enciclopedia Italiana. Roma; Amodio, E. (2003). Processo penale, diritto europeo e common law dal rito inquisitorio al giusto processo. Giuffrè. Milano; Dinacci, F. R. (2010). Processo penale e Costituzione. Milano; Conti, C. (2001). “Giusto processo. b) Diritto processuale penale”. In Enc. Dir. Agg., V. Milano, 627.
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26 Lee mas

La non-distopia di Jeremy Bentham. Il Panopticon tra utilitarismo e riformismo

La non-distopia di Jeremy Bentham. Il Panopticon tra utilitarismo e riformismo

specifico della democrazia rappresentativa, perché solo in essa il Costitutivo assume una funzione superiore; in qualsiasi altro tipo di governo, il Costitutivo è posto nelle mani di chi "tecnicamente" governa e la funzione di controllo viene a cadere» [A. Loche, Jeremy Bentham e la ricerca del buongoverno, cit., p. 189]. Per quanto concerne il riconoscimento del voto alle donne gli studiosi sono concordi nel ritenere che Bentham non avesse reali motivazioni per escluderlo e che, in realtà, ritenesse più utile consentire anche a esse di far parte dell'elettorato. Già nel 1789 nel Project of a Constitutional Code for French Bentham estende il voto alle donne e ribatte alle obiezioni generalmente addotte contro il suffragio femminile: 1. le facoltà intellettuali delle donne sono inferiori a quelle degli uomini - Bentham osserva che nel passato alcune donne si sono rivelate sovrane migliori degli uomini e, se sono state capaci di esercitare così degnamente il potere sovrano, non si capisce quale potrebbe essere il pericolo di consentire loro di esercitare un frammento tanto piccolo del potere politico; sarcasticamente e provocatoriamente prosegue affermando che se anche si ammettesse che fossero intellettualmente inferiori ciò non costituirebbe un problema salvo che l'ultimo maschio intelligente non fosse superiore alla donna più intelligente; ancora, maggiore l'inferiorità, minore la loro capacità di abusare del potere in questione, scrive Bentham: «If they belong to the class of ideots, at least they do not to the class of mischievous ideots» [Citato in P. Schofield, Jeremy Bentham, French Revolution and political radicalism, cit., p. 389]; 2. dare il diritto di voto alle donne significa allontanarle dai loro doveri domestici - Bentham ribatte che anche gli uomini hanno i loro doveri domestici e il diritto di voto non distrae più
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293 Lee mas

Le aree naturali protette e il turismo natura in italiano e spagnolo: un compito semplice per il traduttore?

Le aree naturali protette e il turismo natura in italiano e spagnolo: un compito semplice per il traduttore?

Trattandosi di termini di origine diversa, le strategie traduttive adottate differiscono. Tanto i termini internazionali quanto quelli eurounitari non presentano significative difficoltà, esistendo tra di essi un grado di equivalenza assoluto. I termini nazionali risultano invece più problematici: se da un lato la traduzione di termini quali parque natural o parque regional può sembrare relativamente semplice attraverso l’adozione di equivalenti-calco parco naturale e parco regionale, dall’altro lato è necessario considerare che questa strategia traduttiva può implicare la sovrapposizione di concetti elaborati dagli ordinamenti nazionali. Tale sovrapposizione, sebbene non pregiudichi la comprensione del testo, rappresenta comunque una distorsione della realtà di partenza, in quanto proietta connotazioni e aspettative della cultura di arrivo sul testo di partenza. Si prendano ad esempio i termini parque regional e parco regionale. Sebbene a prima vista i termini possano apparire perfettamente equivalenti, va valutata la diversa accezione degli aggettivi utilizzati. In spagnolo, infatti, regional fa riferimento a una región natural, ossia uno spazio che costituisce un sistema morfologico, geologico, produttivo chiaramente amministrabile (Ley 1/1985). Di conseguenza, il termine parque regional si riferisce a una forma di protezione del territorio che non richiede l’approvazione di un Plan de Ordenación de los Recursos Naturales ai sensi della Ley 42/2007, necessaria invece in ambito nazionale. Per quanto riguarda l’italiano, invece, regionale si riferisce alla forma di gestione amministrativa del territorio. Pertanto, sebbene la scelta di utilizzare un termine già esistente in italiano ma non perfettamente equivalente per tradurre un termine spagnolo non comprometta la resa traduttiva in questo genere testuale, va considerato che in altri contesti (es. testi in ambito giuridico) la valutazione del grado di equivalenza potrebbe rivelarsi imprescindibile per una traduzione più corretta e fedele al testo di partenza.
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19 Lee mas

Secolarizzazione, non secolarismo  Il diritto nel nuovo rapporto tra pubblico e privato

Secolarizzazione, non secolarismo Il diritto nel nuovo rapporto tra pubblico e privato

le riflessioni proposte in queste pagine avevano essenzialmente lo scopo di fornire una cornice concettuale di riferimento utile ogniqualvolta si voglia mettere a tema l’odierno rapporto tra fede e diritto nelle società postsecolari. che la fede sia un’istanza personalissima ed incoercibile, ospitata nell’area più intima e sacra della coscienza di ciascuno, è ormai elemento acquisito ed in via di principio fuori discussione, così come tutti coloro che guardano alla realtà senza paraocchi ideologici possono in essa riconoscere i segni permanenti del fenomeno religioso come avvenimento collettivo, luogo d’incontro e relazio- ni, dinamica cultuale, processo storico di massa in cui s’intrecciano novità e tradizioni, esperienze mistiche individuali ed eventi partecipativi. sia il primo aspetto che il secondo esigono l’intervento dei diritti e del diritto come ordi- namento: in ordine alla tutela di una libertà negativa, quella religiosa appunto, ed in ordine all’impegno ormai considerato proprio delle pubbliche istituzioni mirante al pieno sviluppo della persona in tutti i contesti che le sono caratte- ristici, ivi incluso quello spirituale. È tempo insomma di superare le angustie – anche normative – del secolarismo, e di prendere atto delle aspettative forti vantate da una secolarizzazione che lungi dal reprimere o limitare le mani- festazioni della religiosità delle persone umane, è perfettamente in grado di riconoscerle, rispettarle, persino di valorizzarle, e sa leggere in esse l’umanità sia dei singoli sia delle loro relazioni sociali e di ogni successivo impegno per la casa comune.
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20 Lee mas

La riforma della filiazione e il rapporto tra gli ascendneti e i nipoti minori. Il D.LGS. 28 diciembre 2013, n. 154

La riforma della filiazione e il rapporto tra gli ascendneti e i nipoti minori. Il D.LGS. 28 diciembre 2013, n. 154

Il dovere di intervento suppletivo degli ascendenti al mantenimento dei nipoti è delineato dall’art. 316-bis c.c., il cui provvedimento viene emesso successivamente all’audizione del genitore inadempiente e solo dopo l’assunzione di tutte le informazioni necessarie. Si tratta di un provvedimento monitorio poiché costituisce titolo esecutivo anche se, le parti, possono proporre opposizione entro venti giorni dalla notifica. Ovviamente, pare opportuno estendere il contraddittorio anche ai nonni qualora venga proposta un’azione tendente al mantenimento dei minori [Trib. Genova 28 ottobre 2009]. L’intervento degli avi deve intervenire, però, solo dopo che si sia accertata l’impossibilità di entrambi i genitori, infatti in caso contrario la pretesa al mantenimento risulterà infondata.
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17 Lee mas

Javier Cercas e l’arte del romanzo

Javier Cercas e l’arte del romanzo

Lo scrittore spagnolo sceglie di analizzare in una delle sue lezioni La ciudad y los perros (1963; La città e i cani, 1967) di Vargas Llosa partendo da questo presupposto: il romanzo è sempre autobiografico, perché in esso si riflettono il passato e il presente dell’autore, ma anche i suoi desideri, le sue aspirazioni, le infinite vite che si potrebbero vivere, o non vivere, il futuro, quindi. Il romanzo diventa il luogo in cui, attraverso una forma stilistica e verbale, si delimita una finzione per esorcizzare le infinite possibilità dell’es- sere, e del reale. Ma è Vargas Llosa uno scrittore del punto cieco? Seguendo quanto afferma il diretto interessato saremmo spinti a negarlo: il Nobel pe- ruviano si definisce un aspirante al realismo decimonono che con la scrittura cerca di dare risposte chiuse piuttosto che lasciare interrogativi aperti. Niente punto cieco, insomma. La finzione è per Vargas Llosa il miglior modo per parlare della realtà, per questo è – o meglio, per questo si definisce – reali- sta. Ma questo, abbiamo visto, corrisponde esattamente a quanto avvenuto anche con gli ultimi romanzi di Cercas, e soprattutto avviene in quella che si rivela essere una delle tendenze del romanzo postmoderno: dare alla realtà la cornice della finzione. Nel corso della sua lezione, però, Cercas confuta l’amico Vargas Llosa: in suo parere, l’essenza di La città e i cani, quello che in sostanza lo rende un capolavoro, è proprio l’aver lasciato irrisolta la chiave interpretativa finale delle avventure dei giovani studenti del Leoncio Prado. Arrivati alla fine del romanzo non sappiamo infatti chi ha ucciso lo Schiavo; l’autore però, in questo caso come in molti altri, si pone domande morali, non poliziesche. I suoi eroi, ideologici, puri, sempre pieni di contraddizioni, non offrono mai risposte univoche, chiare, definitive, rassicuranti, esatta- mente come la vera vita, e come gli umani in carne e ossa. Sarebbe quindi, per queste ragioni, un romanzo del punto cieco, conclude Cercas.
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13 Lee mas

Essere Pascual López ovvero Andrés Hurtado. Paradigmi clinici e forme della scrittura autobiografica nel romanzo spagnolo tra Otto e Novecento

Essere Pascual López ovvero Andrés Hurtado. Paradigmi clinici e forme della scrittura autobiografica nel romanzo spagnolo tra Otto e Novecento

Come osserva Doménech Montagut, a questa gura borghese, emblematica trasposizio- ne letteraria della corrente liberale e progressista che animò una parte della letteratura spagnola post ’68, è assegnata in generale una qualità positiva nel mondo nzionale del- l’autrice gallega. Sia, infatti, i medici d’orientamento positivista, e dunque maggiormente inclini alla ricerca e alla sperimentazione, sia quelli più ancorati alle formule del sapere tradizionale, «siguen en todo las pautas del profesional de la medicina en la sociedad li- beral burguesa decimonónica», 31 non di rado in opposizione ad un certo oscurantismo proprio della società rurale. Fedele a questa linea interpretativa, e implicitamente rico- noscendo al romanzo le caratteristiche del documento umano d’impianto naturalista, Doménech Montagut legge Pascual López come una reale descrizione delle condizioni studentesche nel mondo galiziano di metà Ottocento. In particolare, la studiosa inter- preta «la falta de interés por los estudios de Pascual López y, fundamentalmente, su falta de vocación médica» come un interessante punto di vista sull’«estado de las enseñan- zas médicas» negli anni successivi alla Rivoluzione borghese del 1868. Per la studiosa i problemi ai quali il romanzo allude riguarderebbero da un lato questioni accademiche speci che, relative all’organizzazione dei piani di studio, 32 dall’altro questioni più ampie, di ordine sociale. Pascual sarebbe un rappresentante di quella classe economica d’origine rurale che ritiene possibile, intraprendendo lo studio universitario, da un lato scansa- re un destino di «ingratas tareas agrícolas», dall’altro «alcanzar desahogo económico y prestigio». 33
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23 Lee mas

Ciencias-para-el-mundo-contemporaneo

Ciencias-para-el-mundo-contemporaneo

Esta unidad didáctica la vamos a desarrollar siguiendo los siguientes contenidos específicos, dentro de los cuales indicamos las actividades que proponemos 1. Presentación de la asignat[r]

384 Lee mas

Arte Contemporaneo en La Escuela

Arte Contemporaneo en La Escuela

El artista procedente del pop americano, Jime Dine, en su afán de encontrar un nuevo equilibrio entre la vida cotidiana y la naturaleza más allá del sistema consumista y tecnológico, [r]

44 Lee mas

Autobiografia Analisis Final

Autobiografia Analisis Final

Cuando salíamos del colegio en las tardes ayudábamos a mi papá con su trabajo, ya que él hace cintos, y 2 veces a la semana llegaba una maestra a darme clases para que comprendiera mej[r]

33 Lee mas

III-140 Controllo di costituzionalità: tra tradiciones e globalizzazione. Il caso spagnolo

III-140 Controllo di costituzionalità: tra tradiciones e globalizzazione. Il caso spagnolo

Per la corte risulta obbligata la neutralità religiosa dell’Or- dine, come ente di diritto pubblico. intende, tuttavia che i sim- boli incorporino «tutta la carica storica di una comunità, tutto un insieme di significati che esercitano una funzione integra- trice e promuovono una risposta socioemotiva, contribuendo alla formazione e alla conservazione della coscienza comuni- taria». D’altra parte, «quando una religione è maggioritaria in una società, i suoi simboli condividono la storia politica e cul- turale di questa», ma – come succede nel caso Lautsi – «la per- cezione soggettiva del ricorrente di per sé sola non basta a ca- ratterizzare una violazione del diritto dedotto». inoltre «in una società in cui si è sviluppato un evidente processo di secolariz- zazione è indubitabile che molti simboli religiosi siano diven- tati, secondo il contesto concreto del caso, in maniera predomi- nante di natura culturale, anche se questo non esclude che per i credenti continui a sussistere il loro significato religioso». Il ricorrente, dal canto suo, non ha fatto notare di essere stato ob- bligato a partecipare ad atti religiosi. come conclusione, il fat- to per cui «la corporazione assuma segni di identità che, sprov- visti di un significato religioso incompatibile con l’art. 16 CE, sono stati in origine propri di una o di un’altra confessione o di nessuna di queste, è qualcosa che solo alla corporazione tocca decidere in modo democratico (art. 36 ce)» 20 .
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21 Lee mas

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