18 Figura 30 Spazzatura nel bordo del Fiume DWG
7. Con l’università Javeriana: “Centro di studi Politiche”
Investigación Sobre Los Agentes de Cambio del Sistema Político Colombiano. Fuerzas Armadas. 1978
8. Con La università de Los Andes: "Centro di pianificazione e urbanismo"
Anteprogetto di rinovazione Urbana per la città di Santa Marta. 9. Con La scuola superiore di guerra:
Analisi del progetto sovversivo a Colombia, decennio degli 80 e proiezioni al 90. 10. Con Il dipartimento di Architettura della pontificia università Javeriana.
10.1 A causa dello sviluppo dei proggeti per il miglioramento della abitazione che è stato fatto a Ciudad Bolivar (Bogotá), si sviluppa una teoría, che si basa nel come il uomo si dengnifica attraverso la architettura: Teoría della dignitectura.
10.2 Documenti delle lezioni 1,2,3 anni 2005- 2006 (Evoluzione dei concetti di architettura e le articolazioni spaziali).
10.3 Sviluppo della “teoría della teoría della Architettura” Anni 2007-12. Proposta per la costruzione di un ipocentro sopra la teoria dell’Architettura. (In sviluppo)
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Pubblicazioni
1. Artículo “EL CASO URBANO” Publicado en el periódico "MOMENTO LIBERAL". No. 7 año 1. Julio de 1977.
2. Artículo "LA INTERVENCION DEL ARQUITECTO EN LA DESTRUCCION DE LA CIUDAD”. Publicado en la revista "ARTE EN COLOMBIA", No.5. Agosto-Octubre 1977.
3. Artículo “REQUIEM POR UNA CASA”. Publicada en la revista ARTE EN COLOMBIA. No.7. Abril - Junio 1978
4. Artículo "POLITICA, ARQUITECTURA Y SISTEMA URBANO” I. Publicada en la revista "ARTE EN COLOMBIA" No. 7. Abril - Junio 1978.
5. Artículo "POLITICA, ARQUITECTURA Y SISTEMA URBANO” II. Publicado en la revista "ARTE EN COLOMBIA" No. 10 Septiembre Noviembre 1979.
6. Artículo “POLITICA, ARQUITECTURA Y SISTEMA URBANO”. Publicado en la revista "ARTE EN COLOMBIA" No.12 Julio - Octubre 1980.
7. Artículo “COMENTARIOS A RAIZ DE UNA POLEMICA”. Publicado en el periódico la PATRIA de Manizales en Mayo 27 de 1980.
8. Artículo “SE VISLUMBRA ALGUNA ESPERANZA”. Publicado en la revista "ARTE EN COLOMBIA" No.13
9. Artículo “MAS ALLA DE LA PLANTA, EL CORTE Y LA FACHADA”. Publicado en la revista “ARTE EN COLOMBIA” No.13
10. Libro: “EL ARQUITECTO CARLOS ARBELAEZ CAMACHO”. Editorial Canal Ramírez, Antares de Bogotá.
11. Editor de la revista Avante de los Ingenieros Militares. No. 1,2,3 1982 - 1983 No. 4, 5, 6, 1983 - 1984.
12. Artículo “El Municipio Frente al Desarrollo”. Publicado en el periódico "Rescate” de Cundinamarca No. 2 1982.
13. Artículo “Sobre la Razón de Ser de los Ejércitos”. Publicado en la revista Avante No. 1
14. Artículo “La Vigencia de Clausewitz”. Publicada en la revista Avante No. 2. Algunos conceptos sobre “La Historia del Arte Europeo” en las Facultades de Arquitectura.
15. Revista de la Facultad de Arquitectura. Universidad Javeriana.
16. “La Francia Juega Nuevo” 1986. Publicado en la revista de la Escuela Militar de Cadetes José María Córdoba.
17. “La Noche de la Grandeza”. Editorial del Boletín de los oficiales de Reserva del Ejército. 18. “Historia de Bogotá” 1986.
19. Colcultura. “Llegó la Hora de Recapacitar”.
20. Editorial del Boletín de los oficiales de Reserva del Ejército. 21. “Los Presentes, las Memorias y los Futuros de Bogotá” Revista Javeriana. Noviembre-Diciembre 2001.
22. “Hábitat y Arquitectura”. Revista +A. 2002
23. “Palabras del Arquitecto Rafael Uribe Rivera” (En honor a Carlos Arbeláez Camacho).
Revista APUNTES del Instituto Carlos Arbeláez Camacho para el Patrimonio Arquitectónico y Urbano. No 21. Enero a Julio de 2002.
D03.2.2 Presupposti Teoria della Dignità La Digni/tectura
Pensieri Iniziali
• Dentro dei diversi crocevia che ha la ricerca storica, non è sviluppato, ancora nella migliore forma, il rapporto affascinante che esiste tra l’architettura e la politica.
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• Richiama l’attenzione che nella Grecia antica, culla della civiltà occidentale, la parola che agglutina città/stato/ regione, Polis36 e politica, Politeia, hanno la stessa radice. Come se dalle sue origini, fossero sorelle gemelle. Perciò, è evidente che da quel tempo è stata compresa la città e la politica come fenomeni inerenti. Per non entrare nell’eterna, e inutile, discussione di quale origina a quale. Semplicemente, e fino a quando non sia dimostrato il contrario, saranno considerati simultanei e complementari, come se avessero bisogno dell’aiuto reciproco.
• Poco è stato scritto su quest’ argomento, la tendenza è a non correlarli, a fare in modo che si oppongano. Forse, è per questo motivo che i politici sbagliano successivamente, nella soluzione dei problemi urbani, e che a la stessa volta i architetti, hanno presso la attitudine dello struzzo, disinteressati nei grandi problemi degli insediamenti umani. Concentrati più in atti puntuali, acconsentendo al suo ego, per servire i gusti capricciosi di quelli che esercitano il potere in tute le sue manifestazione.
• Attualmente la produzione architettonica, riconosciuta per la critica, tende a fantasiose sculture urbane, spesso superflue, nello stile di vecchie pratiche in cui il genio e il talento creativo facevano quello per soddisfare la persona che aveva il potere, sia, il Faraone, Re, Vescovo, o dittatore. I grandi potenti di oggi non sono molto diversi da quelli, neanche l’architetto. Tuttavia, il mondo è cambiato in modo sostanziale e nel modo di affrontare i problemi reali dell’habitat umano, cresce una grande breccia, che vuole essere curata da promotori immobiliari, spesso senza scrupoli e il cui interesse per la architettura e ridotto al suo profitto contabile.
• Paradossalmente, i grandi momenti dell’architettura sono stati quando l’architetto e la politca hanno lavorato insieme, avendo obiettivi comuni. Durante un bel tempo il obbiettivo era stato incentrato in evidenziare la grandezza del sovrano, sia divino o terreno, oggi i sovrani, camuffati per vernici di democrazia, assolutamente terresti, vogliono rimanere nelle stesse condizioni, la deferenza e che oggi esiste un mondo cambiante, plurale e cosciente. Necessariamente la politica è riformulata intorno al bene comune, invece l’architetto, è in ritardo di farlo.
• I socialista dogmatizzanti del primo movimento moderno sembravano di aprire nuovi opportunità, pero sfortunatamente sono stati solo azioni e non hanno avuto un effetto nella maggioranza. Dopodiché, li architetti non hanno tornato ad avere un discorso politico, eccettuando, il decennio dei settanta, quando la rivoluzione attira ad alcuni pochi romantici, che sono stati vincolati con sistemi di governo che bandivano la esclusione di tutto quello che implicasse il suo credo. Hanno sbagliato al pensare che costruire una nuova società, implicasse distruggere la anteriore.
• L’architettura deve rinascere o migliore, si deve riformulare pero avendo compreso tutti gli esseri umani, superando le leggi del mercato viziate dalle teorie econometristi; agli amministratori che solo cercano l’efficienza dei processi e soprattutto alla ricerca ossessiva di redditività economica. Ci sono alcuni indicatori37 per pensare in America Latina, se stano
creando gruppi di architetti che cercano di essere coscienti dei bisogni delle persone, senza catalogazione di loro come una statistica o come un dato antropometrico.
• La funzione dell’architettura sta scoprendo qualcosa di più, indipendente dell’importanza estetica che a presso nell’ultimo tempo. Sembra che il “fare” si trova in un processo di “dignità”. Per essere consolidata, parte della gestione responsabile di un discorso politico e
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Polis: è allo stesso tempo una fusione concettuale di aldea (villagio), Komai (termino indigena) e nucleo familiare. 37
Incremento nelle pubblicazioni, articoli, pagine web, conferenze, forum, e progetti di laurea, da una parte; da un'altra parte, la creazione, negli ultimi decenni, di organizzazioni non del governo (ONG), istituzioni, unità accademica e centri di studio dedicati allo studio dei problemi di abitabilità e finalmente, l istituzione di premi e il riconoscimento per il lavoro nelle comunità svantaggiate.
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della formulazione di teorie serie, cioè: da una visione dell’organizzazione politica della società, comprendere e spiegare, chiaramente i fenomeni architettonici, affinché avere la capacità di progettare giustamente realtà spaziali che siano “degne” dei esseri umani che abitano questo pianeta e non soltanto di un gruppo esclusivo nella società, miliardari, che credono che il mondo è soltanto per loro.
• In definitiva perché tutto sia reale, è necessario diversificare i paradigmi con i quali vengono formati i futuri architetti, nobilitando, a sua volta, le tanto opzioni offerte della società moderna, tradizionale o vernacoli. La fama e il successo diventano cattivi, per quanto e meglio non lasciarci cadere nella trappola di orgoglio e pensar che la migliore soddisfazione sia il riconoscimento della società per avere risolto problemi reali.
• Una volta esiste la coscienza di questa situazione si deve fare tutto quanto che sia possibile per ripristinare l’equilibrio che si è perso. Correggere, in alcuni, il divario esistente, è contribuire a migliorare l’habitat esistente. Pensare che l’architettura si coerente nel futuro, senza una teoria della architettura che abbia compreso il componente politico, è come pensare che la vita, come sappiamo, possa esistere senza ossigeno.
Il concento di digni/tectura mira a questo proposito è sta destinato a dare scelte per nobilitare l’architettura spontanea in questa latitudine coperta, ancora, per il caldo sole tropicale. È il risultato di un esercizio di ibridazione teorica nel quale vengono fuse la parola dignidad38 (dignità) con la tecné (techne) della architettura39. Coniata dal autore , risponde a diverse preoccupazioni derivanti, a sua volta, di una serie di situazioni molto complesse, che si caratterizzano, in certa maniera, una delle pi]u comune maniera di appropriazione del territorio. Appare, che sono stati i paesi dell’America Latina, i contenitori originali di questo modello, pero oggi e venuto espanso per quasi tutto il mondo, fondamentalmente per la incapacità degli stati, e dei architetti, per fornire soluzione alla crescita soprafatti della popolazione, e delle grandi migrazione che risultano come conseguenza. Sembra che la crescita di questi fenomeni itineranti, effimero y spesso illegale aumentano, ogni volta di più, nella misura in cui le differenze tra la incommensurabile ricchezza di pochi e la povertà disumana della maggioranza che aumenta in modo esponenziale.
A conseguenza, quest’approccio teorico si basa su realtà che sono stati trovati in aree depresse, delle città dell’America Latina, concretamente Colombiane. Se ce qualcuno che s’interessa per applicare questo metodo in un'altra latitudine deve eseguire i cambiamenti pertinenti.
38 Qui si considera che un essere umano che ha perso la dignità, li manchino i mezzi per Potter svilupparsi. Il mondo è pieno di indignita. Il fatto di costruire o ricostruire la sua architettura (habitat), e renderla abitabile, può diventare il mezzo per ricuperare la dignità che si a perso.
39 Qui anche è consideratala
tecné come fondazione di una buona architettura. Al modo greco, piena di contenuti e come il ponte tra lo immaginario e lo possibile.
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Il caso Colombiano
Colombia è uno dei laboratori più straordinari per comprendere la realtà che esiste nel mondo attuale. È molto atipica in tante delle sue espressioni, rendendola unica, pero allo stesso tempo, e possibile affermare che e un detonante dei fenomeniche ci sono oggi nell’umanità. Soltanto che sta inesplorata. E un mezzo ideale, perche ha, tantissimo talento umano e lo sviluppo sufficiente, per sperimentare con la propria realtà e possiede, in aggiunta, il ritardo richiesto per a soffrire il fenomeno di abitabilità in tutte le sue presentazioni. Ha aspetti che la rendono straordinaria e unica, per darle al mondo tracce che aiutano a evitare, cadere nella catastrofe che si avvicina nel mediato futuro. Une di queste tracce si trovano nella gestione dell’habitat umano. La situazione colombiana e simile a un’enorme porzione (circa di 4.000´000.000 di abitanti) della popolazione terrestre, che sussistono sotto gli indici di abitabilità, in una situazione permanente non degna della più precaria dell’essere, nemmeno di un essere umano del secolo XXI.
Come molti paesi che sorgono di regime coloniale, a Colombia, da sempre, è stata vista, e continua essere vista, come un territorio adatto per la sua spoliazione. Criollos40 e stranieri la abbiamo trattato come terra di nessuno.
Pero la società civile sta reagendo e sebbene ci sono ancora tante lacune, la gente già non si lascia manipolare:
“Nel 1990 le studenti di diverse università di Colombia hanno guidato la inclusione di una “séptima papeleta”41, cominciando il 11 marzo 1990, a sostegno della richiesta di una
assemblea costituente. Questo tipo di riforma costituzionale non era legale nella costituzione di 1886, stipulato nell’articolo 13 del plebiscito di 1957. La consultazione ha rivelato circa di 2 milioni di voti, portando una situazione di fatto che il governo implemento per decreto 927 nel 1990 e è venuto incluso a la Organizzazione Elettorale per fare conto dei voti che sono stati depositate nelle elezioni presidenziale del 27 di maggio 1990”. 42
40 Criollo: termino che è usato per identificare una persona che fa parte del continente Americano. Americanismo utilizzato dall’epoca della colonizzazione Americana, applicati alle persone nati nel continente Americano.
41
Séptima Papeleta: Proposta fatta per un gruppo di studenti, prima delle elezioni dell’11 marzo di 1990 in Colombia. 42
Revista Credencial. Historia. Testo origínale: “En 1990, los estudiantes de varias universidades de Colombia impulsaron la inclusión de una "séptima papeleta" en los comicios del 11 de Marzo de 1990 para apoyar la convocatoria a una asamblea constituyente. Este Figura 42. 2005. Rafael Uribe . Le 6 fotografie mostrano lo stato sia delle case, dello spazio pubblico o delle strade di Ciudad Bolivar un quartiere con le condizione molto simile a quelli della UPZ centrale in Bosa.
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Questo fatto, eminenti popolare, abrogato la “ costituzione di 1886” e ha fatto che se incontrasse l’Assemblea Nazionale Costituente che promulga, il 4 di giglio di 1991, la nova Costituzione Politica della Repubblica di Colombia, chiamata oggi, “La Constitución de los Derechos Humanos”. Aprendo, poi, una porta magnifica per la soluzione di tanti problemi dello spazio abitabile.
Nell’articolo 51 si legge:
“Tutti i colombiani hanno diritto a un alloggiamento degno. Lo stato fisserà le condizione necessarie per fare effettivo questo diritto e promuovere piani di residenza di interesse sociale, sistemi adeguati con finanziamento a lungo termine e forme associative di attuazione di tali programmi di edilizia abitativa”43.
Cinque anni dopo il congresso promulgo 2 legge complementari alla intenzione costituzionale: la legge 388/97 su Ordinamento Territoriale e la legge 400/97 su sicurezza antisismica nelle costruzioni.
Sfortunatamente i politici non sapevano, quello che stavano facendo e gli architetti non si sono resi conto. La prova si trova nei decreti regolamentari, che non sono stati al livello dell’intenzione costituzionale. Difatti, la Sociedad Colombiana de Arquitectos, è stata intellettualmente assente delle discussioni e quelli che venivano incaricati di esecutare la norma magna, architetti e immobiliare, erano carenti di posizioni teoriche serie, quindi non sono stati riusciti ad arrivare hai soluzioni che veramente rispondessero a la sfida.
Attualmente la situazione non ha avanzato in quello che corrisponde al habitat umano. Ogni giorno sono attaccati più mattoni e si pavimenta con calcestruzzo armato il paesaggio, ma la qualità di vita è ogni volta più povera. Quello che hanno stabilito in maniera cosciente o incosciente gli estensori della nuova costituzione, senza partecipazione degli architetti, e che da 200 anni fa è rivendicato da parte della Sociedad Colombiana, sono stati spazi degni. Pero, cosa sono spazi degni?
Si deve ricordare, anche se brevemente, il contesto: 50 anni fa, il problema di spazio (rurale e urbano), è iniziato a peggiorare esponenzialmente:
Dagli anni 60´s le cita colombiane hanno cominciato ha ricevere migrazioni incontrollate, prodotto, tra altri ragioni del fenomeno di modernizzazione nel quale la società di circa a 70 anni fa,era immersa.
Lo stato colombiano attraverso le sue agenzie specializzate se è impegnato in diverse azioni involte nella soluzione dei problema che stava arrivando. Tuttavia, soltanto è stato riuscito ad attendere un 10%, circa, della demanda bruta. Organizzazione non governa mentali (ONG´S) e aziende di costruzione private, hanno partecipato un altro percentuale, pero più selettivo, siccome era coinvolto un sostenere finanziario, irraggiungibile per tanti. È stato stimato che ha aiutato a un 20% della demanda di quelli che sono stati riusciti ad avere una linea di crédito. Tentare di risolvere il deficit, era bidirezionale: da una parte veniva e da un'altra è stato raccolto: contemporaneamente, il sistema finanziario, crudele e freddo, disegnato più per arricchire i banchieri, che per servire alla comunità, ha raccolto circa di un 50% della consegna delle case, da fronte alla moratoria per il pagamento da parte dei proprietari.
Nei decenni successivi è venuto applicato un modello che sembrava di essere stato disegnato da granchi: progredito lentamente in un senso, e rapidamente indietro in un altro. Queste modalità vengono nominati barrios obreros (quartieri di lavoro), urbanizaciones de normas mínimas
Testo originale: tipo de reforma constitucional no estaba autorizado en la Constitución de 1886, estipulado en el Artículo 13 del plebiscito de 1957. La consulta arrojó cerca de 2 millones de votos y provocó una situación de facto que el gobierno implementó por decreto 927 de 1990 y se facultó a la Organización Electoral para contabilizar los votos que se depositaran en las elecciones presidenciales del 27 de mayo de 1990”.
43 Articolo 51 dalla “Constitución de los Derechos Humanos”. Testo origínale: “
Todos los colombianos tienen derecho a vivienda digna. El Estado fijará las condiciones necesarias para hacer efectivo este derecho y promoverá planes de vivienda de interés social, sistemas adecuados de financiación a largo plazo y formas asociativas de ejecución de estos programas de vivienda”.
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(urbanizzazioni di norme minime, o urbanizaciones de lotes con servicios (urbanizzazioni di lotti con servizi).
Di fronte a questa palude dell’apparato statale (pubblico e privato) per rispondere alle richieste di spazio abitabile, le persone hanno deciso di rompere con i valori oppressivi e hanno invaso proprietà della periferia delle città è si sono stabilito illegalmente. Questa situazione è stata profittata da settori politici che erano interessati a destabilizzare la fragile struttura statale , incrementando le condizioni del conflitto sociale esistente. Questo modo è stato chiamato barrios de invasión. “quartieri d’invasione”.
Ulteriormente, mercanti senza scrupoli e spietati del suolo, vedendo le possibilità illimitate di arricchimento, hanno configurato un mercato irregolare di proprietà rurale inservibile (terreni, piani alluvionali, o con forti inclinazioni, in ogni modo instabile) pero adiacente ai perimetri urbani. Questi venivano frazionati in piccole lotti di 6.00 ml por 12.00 ml (media), con strade che variava tra 3.00ml e 6.00 ml. In ampiezza, isolati rettangolare, di 24 ml, di larghezza en lunghezza, che variava tra i 60ml e 96 ml. (misure multiple da 6), senza servizi pubblici, nessun edificio pubblico e spazi pubblici residuali, con nessuna dotazione (sin dotación alguna). Questi lotti sono consegnati ai futuri proprietari attraverso un foglio di carta, dove si costatava il prezzo che era stato pagato. Gli era stato detto che questo era il documento che proteggeva il possesso. Questo modo è conosciuto regolarmente come urbanización pirata (inurbamento pirata).
Questi tre modi (il formale e il informale) di occupazione, conformano i famosi “cinturones de miseria” (slums) delle città dell’America Latina, che dopo sono stati africani, dopo asiatici, nordamericane y adesso anche europee.
Paradossalmente in questi tentativi, quasi tutti sbagliati perche solo hanno coperto una percentuale minima della demanda quantitativa e qualitativa dello spazio, e possibile toravare il germe di una possibile soluzione a tanti dei problemi del habitat, partendo per il deficit, pero, specialmente quello della difnificación de los espacios (la dignità degli spazi) che è il più grave.
Quest’affermazione si basa nei seguenti 12 considerazioni:
1. Esiste uno spazio occupato per una comunità relativamente consolidata e con certi indicatori