la commissione teologica preparatoria
del concilio vaticano ii
the Preparatory theological commision of vatican
ii
Alexandra
vont
euffenbacHpont. ateneo regina apostolorum, roma [email protected]
Abstract: the preparatory theological commission of vatican council ii comprised, between june 1960 and october 1962, eight schemes destined for the council. the preparation –which was based on the wishes of the pope and the requests of bishops from around the world–, was structured in the course of several plenary sessions which were always prepared or followed by meetings of the subcommission and the untiring work of fr sebastian tromp sj, secretary of the commission.
under the direction of its president, cardinal alfredo ottaviani, bishops and theologians from around the world worked on the commission. in our article we re-fer above all to yves congar op, and Henri de lubac sj.
Keywords: theological commission; preparation of
vatican council ii; alfredo ottaviani; sebastian tromp; de ecclesia; de Fontibus; de Beata Maria virgine
Resumen: la comisión teológica preparatoria del
concilio vaticano ii compuso, entre junio de 1960 y octubre de 1962, ocho esquemas destinados al conci-lio. la preparación –que se basó en los deseos del pon-tífice y las peticiones de obispos de todo el mundo–, se articuló a lo largo de diversas sesiones plenarias que fueron siempre preparadas o seguidas de reuniones de la subcomisión y del incansable trabajo del p. sebas-tián tromp sj, secretario de la comisión. en la comi-sión trabajaron bajo la dirección de su presidente, el cardenal alfredo ottaviani, teólogos y obispos llegados de todo el mundo. en nuestro artículo nos referimos sobre todo a yves congar op y a Henri de lubac sj.
Palabras clave: comisión teológica; preparación
concilio vaticano ii; alfredo ottaviani; sebastián tromp; de ecclesia; de Fontibus; de Beata Maria virgine
di norma sottovalutato o gli viene persino negata qualsiasi importanza in vista del
Concilio. Seppure gli schemi che erano stati preparati furono poi in gran parte
eli-minati o ridotti dalla Commissione Coordinatrice –composta da sette cardinali nel
gennaio 1963–, non lo poté essere invece la feconda discussione che era avvenuta. I
documenti dottrinali del Concilio Vaticano
iinon sarebbero stati possibili senza il
lavoro della Commissione teologica preparatoria, allo stesso modo come –senza di
essi– non possono essere compresi correttamente
1.
f
ontieLetteraturaPerLastoriadeLLa coMMissioneteoLogicaPreParatoriaDel lavoro svolto dalla commissione teologica preparatoria non sono finora
pubbli-cati gli atti
2.
Nelle pubblicazioni ufficiali –gli Acta et Documenta Concilio Oecumenico Vaticano
iiapparando, serie
ii– troviamo solo il lavoro della commissione teologica
prepara-toria quando essa viene a contatto con la commissione centrale preparaprepara-toria, di cui
i volumi degli Acta trattano. Sono quindi pubblicati tutti gli schemi della
Commis-sione teologica così come sono stati inviati alla CommisCommis-sione centrale, le modifiche
apportate dalla Centrale, le revisioni accettate dalla Commissione e il verbale e la
ri-sposta della Commissione sugli emendamenti rispetto a questi cambiamenti operati.
Finalmente la serie terza Schemata Constitutionum et Decretorum, riporta i testi degli
schemi così come sono stati distribuiti ai padri. Essi contengono quindi il frutto
conclusivo del lavoro della Commissione teologica.
Quindi per poter seguire l’iter che portò alla composizione degli schemi, ma
ancor prima, per conoscere la composizione stessa della Commissione, i passaggi
che si susseguirono, le decisioni che furono prese, la divisione dei lavori, le
discussio-ni nelle sottocommissiodiscussio-ni e nelle riudiscussio-niodiscussio-ni plenarie, è necessario recarsi in archivio.
Di grande interesse è pertanto il fondo «Concilio Vaticano
ii» dell’Archivio Segreto
Vaticano, ma non solo, poiché moltissimi atti della Commissione furono ciclostilati
1 Sebastian troMP, Konzilstagebuch mit Erläuterungen und Akten aus der Arbeit der Theologischen
Kommis-sion. ii. Vatikanisches Konzil, ed. da Alexandra von teuffenbacH, Roma, 2006, vol. i/1, p. 59s.
2 Gli Acta et documenta concilio ecumenico Vaticano ii apparando. Series ii (Preparatoria), Vaticano,
e inviati anche ai membri sparsi nel mondo o furono da loro portati a casa dopo le
sedute
3.
Tra le fonti private pubblicate, la più importante –anche per tutto il periodo
preparatorio–, è senza dubbio il diario tenuto da p. Sebastiano Tromp sj, segretario
della Commissione teologica che dal 5.6.1960 al 1.4.1966 annota ogni momento del
suo lavoro e degli eventi accaduti nella commissione teologica. Si tratta non di un
diario personale, come spiega Tromp stesso alla fine dei volumi, ma di un diario della
Commissione
4e proprio questo lo rende una fonte di grande interesse. Da esso
in-fatti è possibile evincere con sicurezza, giorno per giorno, il lavoro svolto in seno alla
Commissione, ogni seduta, ogni incontro, la corrispondenza più rilevante, i colloqui
e i momenti salienti della preparazione generale al Concilio, all’interno della quale
si impegnò la Commissione teologica. I quaderni del diario che trattano il periodo in
esame in questo articolo, come anche la documentazione a cui il diario fa menzione
–e che non è ancora pubblicata altrove–, sono stati stampati nel 2006
5.
Certamente quello di Tromp non è l’unico diario che include il periodo
pre-paratorio, ma è l’unico a non essere scritto come un appunto personale. Possiamo
comunque dedurre notizie utili sullo svolgimento della preparazione dai diari di
al-tri partecipanti, p.e. quelli di Yves Congar
6, Henri De Lubac
7, Bonaventura
Klop-penburg
8e da quelli non ancora pubblicati di Ermenegildo Florit
9, Joseph Fenton
10Franz Hürth
11e Heribert Schauf
12.
3 Sicuramente di primaria importanza vaticano, arcHivio segreto, fondo Concilio Vaticano ii, ma
anche altri, p.e. boLogna, arcHiviodeLL’istitutoPerLescienzereLigiose giovannixxiii,
fondo Gagnebet; AacHen, doMarcHiv, Konzilsunterlagen Heribert Schauf; roMa, arcHivio Pon -tificia università gregoriana, fondo Hürth; fondo Witte; fondo Tromp; Louvain, katHoLieke
universiteit, centrefortHe studyoftHe second vatican counciL, fondo Philips.
4 Tromp voleva, come scrive nell’ultimo quaderno del diario, che i suoi appunti fossero un mezzo per
chi indaga gli atti della Commissione teologica. Infatti scrive: «Sciat lector me hoc diarium scripsisse haud raro multis aliis laboribus occupatum. Est medium pro illis qui indagant de actis Comm. doctri-nalis. Si sunt errores grammaticales et stilistici, immo forsan reales, eos corrigent et eos tegant mantel-lo amoris. Cum Deo Mariaeque Seb. Tromp sj. 31.3.1966», vedi Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 46.
5 Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], è programmato in cinque volumi. Il primo volume,
edito a Roma nel 2006, tratta il periodo preparatorio ed è suddiviso in due tomi, i/1 e i/2; è ormai pubblicato anche il secondo volume in due tomi, Nordhausen, 2011.
6 Yves congar, Mon journal du Concile, ed. da Éric Mahieu, Paris, 2002, due volumi. 7 Henri de Lubac, Carnets du Concile, ed. da Loïc figoureux, Paris, 2007, due volumi. 8 Bonaventura kLoPPenburg, Concilio Vaticano ii, Petropolis, 1962-1965.
9 Cit. da Hermann Josef sieben, Studien zum Ökumenischen Konzil. Definitionen und Begriffe,
Tagebü-cher und Augustinus-Rezeption, Paderborn-München-Wien-Zürich, 2010, scrive che il diario si trova nell’«Archiv des Florentiner Erzbischofs», p. 218, n. 191.
10 Si trova a boLogna, arcHiviodeLL’istitutoPerLescienzereLigiose giovannixxiii. 11 roMa, arcHivio Pontificia università gregoriana, fondo Hürth.
12 Ms. aacHen, doMarcHiv, Tagebuch Heribert Schauf, il diario è in corso di pubblicazione da
È di grande interesse anche la raccolta degli articoli della Civiltà cattolica, ad
opera di Giovanni Caprile, in Il Concilio Vaticano
ii 13. In questi articoli troviamo i
riferimenti alle sedute plenarie, gli incontri con il Pontefice e soprattutto la data di
nomina dei membri e dei consultori della Commissione.
È già stato fatto un tentativo di scrivere la storia della commissione teologica
preparatoria.
Joseph Komonchak nel suo contributo alla Storia del Concilio Vaticano
iidiretta
da Giuseppe Alberigo, dedica 38 pagine alla Commissione teologica
14. Komonchak
fa riferimento ad una parte dei diari di Tromp e all’articolo di Riccardo Burigana,
Progetto dogmatico del Vaticano
ii 15.
Inoltre sono stati pubblicati vari studi riguardanti gli schemi trattati dalla
Commissione o qualche aspetto particolare, che possono così illuminare alcune fasi
ed alcuni lavori della Commissione
16.
i
LavorideLL’
antePreParatorianeLLa coMMissioneteoLogicaPreParatoriaLa Commissione teologica preparatoria nasce con il motu proprio di papa Giovanni
xxiii
Superno Dei nutu del 5 giugno 1960. In esso è regolato il numero, la formazione
e l’ambito di lavoro delle commissioni. Rispetto alla materia da trattare, papa
Gio-vanni stabilisce: «Per preparare il Concilio Ecumenico Vaticano
ii, si istituiscono
le Commissioni Preparatorie, che hanno il compito di studiare gli argomenti, da Noi
scelti, tenendo presenti i voti dei Vescovi e le proposte dei Sacri Dicasteri della Curia
Romana»
17.
13 Giovanni caPriLe, Il Concilio Vaticano ii. Annunzio e preparazione, vol. i, parte i: 1959-1960 e ii:
1961-1962, Roma, s.d. [1966].
14 Joseph koMoncHak, La lotta per il concilio durante la preparazione, in Alberto MeLLoni, ed. e
Giusep-pe aLberigo, dir., Storia del Concilio Vaticano ii, vol. i: Il cattolicesimo verso una nuova stagione. L’annuncio e la preparazione gennaio 1959 - settembre 1962, Bologna, 1995, pp. 242-280.
15 Riccardo burigana, Progetto dogmatico del Vaticano ii: la commissione teologica preparatoria (1960-1962),
in Giuseppe aLberigo, Alberto MeLLoni, Verso il Concilio Vaticano ii (1960-1962). Passaggi e problemi della preparazione conciliare, Genova, 1993, p. 141-206.
16 Non é possibile elencare qu: una bibliografia completa. Denzioho quindi solo alcune tra le opere più
importanti che toccano il tema diquesto articulo: Stefano aLberto, «Corpus Suum mystice constituit» (lg 7): la Chiesa Corpo Mistico di Cristo nel primo capitolo della «Lumen Gentium», Regensburg, 1996. An-tonio indeLicato, la «Formula nova professionis fidei» nella preparazione del Vaticano ii, in Cristianesimo nella storia, 7 (1986), pp. 305-340 e id., Lo schema «De deposito fidei pure custodendo» e la preparazione del Vaticano ii, in Cristianesimo nella storia, 11 (1990), pp. 309-355. Karim scHeLkens, Catholic Theology of Revelation on the Eve of Vatican ii. A Redaction History of the Schema De fontibus revelationis
(1960-1962), Leiden Boston, 2010.
I voti a cui fa riferimento il pontefice furono raccolti in 13 volumi, fra i quali
due volumi di appendici che colgono in modo sistematico/tematico la materia
18. I
volumi erano a disposizione delle commissioni
19. Ma oltre a questi volumi era stata
preparata, ad uso esclusivo della commissione teologica, una «Synopsis eorum quae
circa materiam fidei et morum in Episcoporum votis inveniuntur». La sinossi era
sta-ta predispossta-ta –così scrive Tromp riordinando il fondo prima dell’invio all’Archivio
del Concilio– per la sottocommissione antepreparatoria interna del S. ufficio
20. Essa
riporta la materia riguardante la fede e la morale richiesta dai vescovi ed il relativo
numero di richiedenti. Tromp scrive altresì che questa sinossi, per volere del
cardina-le Ottaviani, era stata inviata ai membri della Commissione teologica preparatoria
21.
Il papa chiede che sia tenuto conto dei voti dei vescovi e dei dicasteri. Tra
que-sti dicasteri figura naturalmente anche il S. ufficio, che aveva preparato uno
«sche-ma pro Concilio Oecumenico»
22. Facevano parte del gruppo che preparò questo
testo anche alcuni fra coloro che divennero poi anche membri della Commissione
teologica preparatoria
23. Heribert Schauf scrive nel suo diario che Tromp gli aveva
riferito che l’incarico per il votum del S. ufficio era stato dato all’assessore del S.
ufficio, Mons. Pietro Parente
24.
Qualcosa della storia del votum del S. ufficio si deduce dalle note lasciate da
p. Hürth
25, che riferiscono di un «nuovo progetto» della «Commissione interna
per il Concilio ecumenico». Sembra che la commissione interna si sia incontrata
per due volte già prima dell’estate 1959, poi nella seduta del 5 febbraio 1960, di cui
riferisce Hürth, vennero inseriti in un documento alcuni aspetti dei voti proposti dai
18 Per l’esattezza la serie antepreparatoria è composta da 15 volumi, il primo dedicato agli atti di
Gio-vanni xxiii: Acta Summi Pontificis Ioannis xxiii, Series prima i, vol. i, al quale seguono otto volumi con-tenenti i voti dei vescovi, Consilia et vota episcoporum ac praelatorum, Series i, vol. ii, 1-8, due volumi di appendici che contengono un sunto per argomento chiamati Appendix e poi, come vol. iii, il Proposita et monita SS. Congregationum Curiae Romanae, il vol. iv, in due parti si intitola Studia et vota Universi-tatum et FaculUniversi-tatum Ecclesiasticarum et Catholicarum. Chiude la pubblicazione degli atti antepreparatori un volume di indici. La pubblicazione Vaticana è degli anni 1960 -1961.
19 Cfr. Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 21ss.
20 «Haec synopsis parata erat pro Subcommissione antepraeparatoria ab Exc.mo Assessore S. Officii
(Pa-rente) directa. Card. Ottaviani voluit postea ut etiam membris Commissionis Theologicae communi-caretur», Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 788ss. (Qui è anche pubblicato il testo della sinossi).
21 Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 79ss. 22 Acta et Documenta... [vedi n. 18], i, iii, pp. 3-17.
23 P.e. Ottaviani, Hürth, Tromp.
24 Ms. aacHen, doMarcHiv, Tagebuch Heribert Schauf, «11.12.60 (...) Zu dem Votum S. Officii sagte er,
dass es nicht in der Versammlung gebilligt sei; er schätze es nicht sehr. Es sei mehr ein Werk Parentes. Besser wäre gewesen, wenn das Offiz etwas von den grassierenden Irrtümern gesagt hätte».
25 roMa, arcHivio Pontificia università gregoriana, fondo Hürth, pubblicato in Alexandra von
commissari
26. La commissione interna si radunò poi il 9, 18, 24 febbraio e anche il 9
marzo
27. Non è tema di questo articolo seguire in dettaglio la preparazione del votum
antepreparatorio, ma è necessario almeno averne menzione, per comprendere i
la-vori eseguiti in seguito, dato che a questa preparazione la commissione preparatoria
deve far riferimento, così come lo chiedeva il papa, nella preparazione degli schemi
per il Concilio
28.
Il votum del S. ufficio tentava di ordinare tutto intorno al tema del Corpo
mi-stico di Cristo. Iniziava però con una introduzione che elencava alcune delle filosofie
ed ideologie problematiche per la Chiesa, e proseguiva poi con un primo aspetto
sulle «questioni fondamentali» che si sviluppavano intorno alle parole chiave:
«veri-tà», «Dio», e in fine intorno a tutto quanto potesse riguardare o negare la grazia, la
dignità della persona umana come creatura di Dio, il peccato originale e la nozione
di Rivelazione.
Solo dopo questo primo gruppo di punti, la proposta della Commissione
an-tepreparatoria si raccoglie intorno al tema del Corpo mistico. Secondo la
commis-sione al Concilio si sarebbe dovuto trattare della miscommis-sione salvifica di Cristo; Cristo
come capo del Corpo; Maria come madre di Cristo capo e della Chiesa; i
mem-bri del Corpo mistico; la missione e la libertà della Chiesa. Con il titolo «potestà
della Chiesa» si raccoglievano i temi «magistero», «gerarchia», e l’apostolato della
Chiesa –quest’ultimo punto era diviso a sua volta in predicazione, azione cattolica
e missione–. Finalmente si guardava alla vita della Chiesa sviluppandola nei temi
riguardanti l’economia sacramentale e i singoli sacramenti come anche la liturgia.
Conclude lo sguardo sulla Chiesa il tema della «vita cristiana», che viene proposta
sia dal punto di vita dell’ordine morale-etica della situazione; concetto di peccato; la
pena del peccato; la morale individuale e familiare; la sociologia; la morale politica e
i precetti e le leggi ecclesiastiche, sia da quello dell’ordine ascetico-mistico.
Le tre questioni peculiari da trattare vengono aggiunte in appendice: sono
l’ecumenismo, le scuole cattoliche e la professione di fede da comporre mettendo
26 Probabilmente il gruppo si è incontrato già prima dell’estate 1959. Così scrive infatti Hürth in roMa,
arcHivio Pontificia università gregoriana, fondo Hürth, pubblicato in Alexandra von teuf
-fenbacH, Die Bedeutung... [vedi n. 26], p. 210, n. 27: «nella sua seconda Adunanza, prima dell’estate 1959 la Commissione Interna del S.O. per la preparazione del Concilio Ecumenico...».
27 Cfr. Alexandra von teuffenbacH, Die Bedeutung... [vedi n. 26], p. 210.
28 Joseph koMoncHak, la lotta per il concilio durante la preparazione, in Giuseppe aLberigo, Alberto
insieme sia la formula tridentina che quella piana
29. Risulta evidente che il lavoro è
influenzato dalla preparazione del Concilio svolta sotto Pio
xii, e non solo dal
riferi-mento alla formula di fede piana, cosa che appare ancora più ovvia constatando che
le persone coinvolte risultano essere sempre le stesse
30.
Il lavoro della piccola commissione terminò con il ringraziamento espresso da
Parente ai membri della commissione in data 10 marzo 1960
31. Avremo notizie di
un gruppo «interno» al S. ufficio per la preparazione del Concilio Ecumenico solo
nel momento in cui si tratterà di scegliere i membri e consultori per la Commissione
teologica preparatoria.
L
ePersonecHecoMPongonoLac
oMMissione teoLogicaPreParatoriaIl presidente e il segretario
Non è possibile determinare con sicurezza se l’idea di incaricare della presidenza
delle Commissioni preparatorie i prefetti delle Congregazioni romane corrispondenti,
sia stata di Giovanni
xxiii. È sicuro però che con questo modo di fare egli non seguì
né il metodo usato dal Concilio Vaticano
i, né il modo di procedere applicato da papa
Pio
xiiquando preparò il Concilio dal 1948 al 1951. Papa Giovanni volle infatti che
i vertici della curia romana diventassero anche i personaggi chiave della preparazione
del Concilio. Già il 30 maggio il papa aveva detto ai 31 cardinali presenti al concistoro
semipubblico che «inviteremmo in primo luogo a far parte di esse [le Commissioni
preparatorie] i signori cardinali, i quali nella loro sapienza e prudenza sapranno darci
un aiuto prezioso»
32. Il 6 giugno seguì quindi la nomina dei presidenti delle
commis-sioni, tutti cardinali di curia, e del segretario generale. Per la commissione teologica
venne incaricato di presiedere alla preparazione il cardinale Alfredo Ottaviani
33,
segre-tario del S. ufficio –all’epoca il papa stesso era il prefetto della congregazione–.
29 Acta et Documenta... [vedi n. 18], i, iii, p. 3-17.È evidente che questo schema si riferiva ai vari punti
elaborati dalla commissione che sotto Pio xii preparò un Concilio. Vedi p.e. la corrispondenza con Giovanni caPriLe, il Concilio Vaticano ii... [vedi n. 13], vol. i, i, p. 30ss.
30 Vedi p.e. Giovanni caPriLe, il Concilio Vaticano ii... [vedi n. 13], vol. i, i: 1959-1960, p. 30ss. E per
i protagonisti della preparazione sotto Pio xii e temi trattati anche Alexandra von teuffenbacH,
Eugenio Pacelli. Pio xii tra storia, politica e fede, Roma, 2008, p. 237ss.
31 roMa, arcHivio Pontificia università gregoriana, fondo Hürth, cit. in Alexandra von teuf
-fenbacH, Die Bedeutung... [vedi n. 26], p. 213, nota 35.
32 Vedi Giovanni caPriLe, Il Concilio Vaticano ii... [vedi n. 13], vol. i/i, p. 181. È interessante a riguardo
la nota 18 di Caprile alla pagina indicata, che riferisce di una udienza avuta dal direttore della Civiltà cattolica con il papa. Il papa «manifestò, in proposito, la necessità in cui si trovava di non agire senza l’adesione di coloro che gli erano a fianco proprio per aiutarlo nel governo della Chiesa, ma anche il deciso proposito di servirsi largamente pure di altri».
33 Nato a Roma nel 1890 e morto nella Città del Vaticano nel 1979. Ordinato sacerdote nel 1916,
Già prima di essere nominato ufficialmente presidente Ottaviani si premurò di
esprimere, con una certa insistenza, il suo «candidato segretario», che non era, come
è stato erroneamente scritto, né un teologo del S. ufficio, né un rappresentante
dell’università Lateranense
34. Infatti leggiamo:
4 Giu. 1960, Prot. 8 Com/60 A Roma, 3 giugno I960 Reverendissimo Monsignore,
Riferendomi alla richiesta da Lei fattami verbalmente, mi è grato significarLe che per la nomina a Segretario della Commissione dottrinale per i Lavori Preparatori del Concilio mi sembrerebbe persona adatta il Rev.mo P.Sebastiano Tromp, s.j., Professore della Facoltà teologica della Pont. università Gregoriana. È di nazionalità olandese, parla oltre la propria lingua, l’italiano, il tedesco, l’inglese e il francese, conosce larga-mente le varie questioni della scienza teologica come anche la mentalità dei non catto-lici; è un lavoratore indefesso.
De Propaganda Fide, dal 1921 lavorò in segreteria di Stato dove dal 1927 sarà sottosegretario e poi dal 1929 sostituto. Collaborò anche alla stipula dei Patti Lateranensi. Divenne a metà degli anni trenta assessore del S. ufficio, e dal 1953 pro-segretario della Congregazione del Santo uffizio, e nello stesso anno anche elevato al cardinalato. Il 5 aprile 1962 fu ordinato vescovo da papa Giovanni xxiii che all’inizio del suo pontificato lo aveva anche promosso a segretario del primo dicastero. Nel suo lavoro fu preciso ed estremamente attento alla singola persona. Nei casi di coloro che volevano lasciare il sacerdozio Ottaviani si impegnò in prima persona per comprenderne le motivazioni e aiutarli. Non negò mai le sue origini popolari (era il penultimo figlio di un panettiere di Trastevere e mantenne quella tonalità dialettale anche quando si esprimeva in latino!) che lo portarono ad una grande sensibilità pastorale soprattutto verso i ragazzi e i giovani dell’oratorio di San Pietro, per i quali riusciva ad ottenere le rette per lo studio, o lo sport, e più tardi anche per un istituto per ragazze.
Fu coinvolto in prima persona nella preparazione del Concilio sotto Pio xii ed ebbe un ruolo di primo piano come presidente della Commissione teologica preparatoria prima e della Commissione dottrinale durante il Concilio. Si espresse in modo critico sia verso la riforma liturgica di Paolo vi che verso la riforma della Curia. Diede le dimissioni da prefetto della Congregazione il 30 dicembre 1967. Nel settembre del 1969 Ottaviani scrisse una lettera a papa Paolo vi, nella quale esprimeva la propria opposizione alla riforma liturgica e, in specie, al nuovo messale romano, il Novus Ordo Missae, allora in procinto di entrare in vigore. Vedi Emilio cavaterra, Il prefetto del Sant’Offizio. Le opere e i giorni del cardinale Ottaviani, Milano, 1990 e criticamente: Giuseppe Mario Pizutti, L’acuta prevegenza del Cardinale cieco, in Humanitas, 49 (1994), pp. 107-112; Jan grootaers, I protagonisti del Vaticano ii,
Cinisello Balsamo, 1994, p. 195-205, Alexandra von teuffenbacH, Aus Liebe und Treue zur Kirche, Berlin, 2004, pp. 102-114.
34 Riccardo burigana, Progetto dogmatico... [vedi n. 15], scrive a p. 198-199: «Infatti il cardinale avrebbe
desiderato come segretario il rettore di un’università romana e, solo in un secondo momento, per l’opposizione del papa e di Tardini al nome da lui indicato, accettò Tromp». Come fonte Burigana indica una comunicazione orale con Vincenzo Carbone, che però, dopo 40 anni in cui gestì l’archivio difficilmente avrebbe sostenuto l’esatto contrario di quanto è evidente dalle carte che lui stesso cu-stodì. È peraltro poco credibile che proprio Giovanni xxiii, che in confronto al suo predecessore non stimò molto i gesuiti, o il cardinale Tardini che con Tromp non sembra aver avuto molto contatto sia-no stati invece i promotori di Tromp. L’indicazione di Burigana viene più volte ripresa, p.e. in Joseph
In linea subordinata, qualora non si potesse nominare il P. Tromp, si potrebbe pensare al Rev.mo P. Rosario Gagnebet, o.P., Professore di teologia all’Angelicum, di
sicura dottrina, di nazionalità francese e di forte fibra resistente al lavoro.
Con sensi di distinta stima mi professo Dev.mo A. Card. Ottaviani
Reverendissimo Monsignore Mons. Pericle Felici Segretario della Commissione Antepreparatoria del Concilio Ecumenico 35
La proposta fu accettata. Sebastiano Tromp divenne così segretario della
Com-missione dottrinale
36. È da lui che in larghissima parte dipese la preparazione dei
do-cumenti. Il lavoro giornaliero di Tromp consisteva nel tenere le fila di tutti i lavori,
i contatti tra le sottocommissioni, verso la segreteria di stato, verso la commissione
centrale e –con molta riluttanza– verso le altre commissioni
37. Partecipava a tutte le
35 vaticano, arcHivio segreto, Concilio Vaticano ii, 371, pubblicato in Sebastian troMP,
Konzilsta-gebuch... [vedi n. 1], p. 12s.
36 Nato nel 1889 a Beek in Olanda, e morto nel 1975 a Roma. Entrò nella Compagnia di Gesù nel 1907,
studiò filosofia dal 1910-1913, filologia classica all’università di Amsterdam dal 1913 al 1920 dove concluse con un elogiatissimo dottorato, e teologia dal 1920 al 1926 a Maastricht e a Roma. Dal 1929 fu professore di teologia fondamentale, storia delle religioni ed ecclesiologia della Pontifica università Gregoriana. Eccellente conoscitore dei padri della Chiesa e di Roberto Bellarmino. Dal 1951 Tromp fu membro corrispondente della regale Accademia delle Scienze dei Paesi Bassi. Fin dal dicembre 1935, ancora sotto Pio xi, Tromp diviene «qualificatore» del S. ufficio. Dal 1941 sarà consultore della stessa Congregazione. Le encicliche Mystici Corporis, Mediator Dei e Humani Generis, sono state - non si sa ancora in quale misura - redatte con l’aiuto di P. Tromp. Nel 1951 fu visitatore a Schönstatt, dal settembre 1954 all’ottobre 1958 fu visitatore dei seminari olandesi e dell’università di Nijmegen. Tra le sue pubblicazioni cito solo il Corpus Christi quod est ecclesia, che dopo l’enciclica Mystici Corporis di Pio xii ricevette il suo suggello ufficiale. Nell’Archivio della Gregoriana ordinò il fondo della scuo-la romana, fu inoltre grande esperto del Concilio Vaticano i. Nella storiografia recente Sebastiano Tromp è descritto come un testardo e a volte malvagio e intrigante rappresentante di una teologia antiquata di stampo scolastico; questo il giudizio non sereno di Yves Congar, vedi Yves congar, Mon Journal du Concile... [vedi n. 6], vol. i, p. 69, e valutazione poi ripresa letteralmente e generalizzata da Joseph koMoncHak, La lotta per il concilio... [vedi n. 14], p. 252. Altri invece, che lo hanno conosciuto meglio e per anni, lo hanno descritto come persona con un vivo senso dello humor, conservatore ma non fondamentalista, di grande chiarezza intellettuale con cui riusciva a proporre tutto in modo conciso e che quindi non apprezzava né lunghe discussioni né testi verbosi. È per questo interessante leggere anche quanto scrive Hans küng nella sua biografia Erkämpfte Freiheit. Erinnerungen, Mün-chen, 2002, p. 106, che dà un’idea ben diversa da quella di Congar di Tromp, pur non essendone di certo un estimatore. Vedi per la biografia, Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 12-40 e per la bibliografia su e di Tromp ibid., vol. i/2, p. 907-917.
37 Tromp riteneva chiara l’istruzione data dal papa nella Superno Dei nutu, che aveva diviso i compiti
sedute, anche a quelle delle sottocommissioni, che saranno formate durante i lavori.
È lui che redigeva l’ordine del giorno e i verbali. Erano frequenti i suoi colloqui con
il cardinale Ottaviani e con i membri della Commissione. Lui stesso compilava gli
inviti agli incontri. Per mesi si dovette occupare anche di trovare delle sedie e un
im-pianto di microfoni per l’aula delle sedute e solo quando il Concilio era già iniziato
da un pezzo ricevette una macchina fotocopiatrice. Non bisogna poi dimenticare che
tutti i documenti che la Commissione teologica ha prodotto, sia nel periodo
prepa-ratorio come anche nel periodo Conciliare, sono stati rivisti quanto a stile latino da
P. Tromp, latinista.
I membri e i consultori
La piccola commissione interna del S. ufficio si era riunita fino a marzo del
1961. Ma in data 13 giugno, così ci riferisce Hürth, dopo la consulta, il cardinale
Ottaviani invitò a rimanere l’assessore, Pietro Parente, Staffa, Paolo Philippe
o.
P.
(segretario della Congregazione dei religiosi), Tromp, Bali
č
, Ciappi e Piolanti.
Chiese la collaborazione del gruppo nel determinare chi dovesse essere membro o
consultore della Commissione
38. Era stata preparata ad opera della Commissione
antepreparatoria, scrive Hürth, oppure ad opera della segreteria di Stato
–comun-que entrambe erano dirette dal cardinale Tardini– una lista di possibili candidati.
Il compito del gruppo interno al S. ufficio era quello di scegliere tra loro, anche
se era pure possibile aggiungere all’elenco altre persone che i membri del gruppo
ritenessero idonee
39. Nella seconda seduta svoltasi il 24 giugno alle ore 10, Hürth
annota che alla presenza delle stesse persone, con l’aggiunta del Commissario del
del 13 febbraio 1961 - vedi la relazione ufficiale, pubblicata in Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 681, sia più volte ai suoi interlocutori, tra i quali il segretario del segretariato per l’unità dei cristiani, il 23 febbraio 1961, vedi Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 179: «Die 23 Februarii 1961: feria v: eodem die mane ad me venit Mons. Willebrands secretarius Secretariatus pro unione. Iterum repetit desiderium (cfr. 28 Jan 61) ut fiant Commissiones mixtae pro quaestionibus de membris Ecclesiae, de Episcopis, de Laicatu. Ego dixi me non intellixisse modum Praesidis Secretariatus. Non enim convenit publice aliquam sententiam proponere de qua disputatur in Comm.Theologica: non enim Emus Praeses vel Secretarius Commissionis Theologicae publice respondere possunt et dicere se omnino non consentire. Deinde dixi commissionem mixtam ex Commissione Theologica et Secretariatu pro unione fieri non posse; cum res dogmaticae spectent exclusive ad Commissionem Theologicam. Quod si vero Secretariatus pro unione velit Commissioni Theologicae dare vota supra tria capita supra enuntiata, me ea libenter accepturum: immo etiam de hac re haberi posse colloquium amicevolum».
38 roMa, arcHivio Pontificia università gregoriana, Fondo Hürth, pubblicato in Sebastian
troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p.793s.
39 roMa, arcHivio Pontificia università gregoriana, Fondo Hürth, pubblicato in Sebastian
S. ufficio Verardo –forse in sostituzione del mancante Parente– e di Rosario
Ga-gnebet, venne letto un elenco di nomi di dodici pagine distribuito
precedentemen-te
40. I singoli dovevano dire placet, non placet o anche potevano tacere quando
veni-va letto un nome. Hürth scrive che lui tacque, poiché non aveveni-va notizie sufficienti
rispetto a queste persone, mentre aggiunge che parteciparono attivamente Bali
č
,
Gagnebet, Piolanti, Philippe e Verardo
41.
Ai membri del gruppo del 24 giugno fu chiesto in data 28 giugno con una
lettera di p. Tromp, di indicare per iscritto i nomi di nove persone che potessero
diventare membri della Commissione.
Nella lettera si danno per già decisi i nomi di 13 vescovi ed arcivescovi e gli otto
membri del piccolo gruppo interno del S. ufficio
42. Dovendosi avere trenta membri
per comporre la commissione, servivano quindi altri 9 nominativi. La lista di nomi
tra cui scegliere comprendeva sia arcivescovi e vescovi che clero diocesano e
religio-so, proveniente da varie nazioni
43.
Solo Bali
č
e Hürth diedero una spiegazione per la loro scelta. Bali
č
motivando
la sua scelta con la preferenza di ordini religiosi non già rappresentati dagli otto
membri della commissione interna del S. ufficio e Hürth, non comprendendo
ini-zialmente bene il compito che gli era stato assegnato, elencando 26 nomi ai quali
associò la ragione per cui nominarli
44.
40 La lista di dodici pagine utilizzata in quella occasione e conservata in vaticano, arcHiviosegre
-to, Concilio Vaticano ii, 736, 60.
41 roMa, arcHivio Pontificia università gregoriana, Fondo Hürth, pubblicato in Sebastian
troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 794.
42 Cfr. vaticano, arcHivio segreto, Concilio Vaticano ii, 736, 58, pubblicato in Sebastian troMP,
Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 797s. I nomi degli arcivescovi e vescovi scelti erano: Francesco Carpino (Italia), Marcello Lefebvre (Africa), Marcel Marie Dubois (Francia), Alfredo Vicente Scherer (Brasile), Josef Schröffer (Germania) Albert Stohr (Germania), Agostino Saba (Italia), James H. Grif-fiths (uSA) John Joseph Wright (uSA), Franjo Franic (Jugoslavia), Lionel Audet (Canadese), Emilio Arsenio Blanchet (Francese- Rettore dell’Istituto Cattolico di Parigi). M. Lefebvre era stato nominato già in data 16 giugno membro della Commissione Centrale e quindi non poteva essere membro di una seconda commissione.
43 Cfr. la lista in Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p.798ss.
44 roMa, arcHivio Pontificia università gregoriana, Fondo Hürth, 1747, pubblicato in
Seba-stian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 803s. Accanto al nome di Congar, Hürth annota: «non in omnibus traditionalis scientiae theol. sectator; sed eius nominatio pluribus opponentibus os clauderet», la stessa cosa la sostiene anche per De Lubac. Sarà quindi la nomina di Hürth che porterà ad essere consultori sia Congar che De Lubac, poichè chi tra i nominati non divenne membro fu au-tomaticamente inserito nella lista dei consultori, vedi Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1],
Furono contati i voti e vennero quindi annoverati tra i membri Schmaus,
Cer-faux, Fenton, Philips, Michel, Browne, Gillon, Ramirez e Dhanis
45.
Quando il giorno 9 luglio 1960 la lista venne consegnata a Pericle Felici,
segre-tario generale, egli comunicò ad Ottaviani che il papa non desiderava che i prelati
su-periori e gli impiegati delle Congregazioni fossero tra i membri della Commissione.
Felici propose anche l’aggiunta di qualche rappresentante dell’episcopato orientale,
presentando a tal fine pure dei nomi
46.
In seguito furono cancellati alcuni nomi dalla lista presentata, poiché il papa
aveva predisposto per loro altri incarichi
47. Nel prosieguo dei lavori furono nominati
altri membri e consultori: Damian van den Eynde su richiesta dei francescani che si
sentivano sottorappresentati
48, ugo Lattanzi su richiesta diretta di Ottaviani, Pietro
Pavan, Agostino Ferrari Toniolo, Gustav Gundlach e Raimondo Sigmond poichè
esperti di problemi sociali e per la stessa ragione fu inserito in seguito anche
l’arcive-scovo canadese Maurice Roy. Saranno altresì nominati Carlo Colombo, Filippo
del-la SS. Trinità O. Carm., e Ernesto Vogt Sj –rettore del biblico in seguito all’articolo
accusatorio di un professore dell’università Lateranense contro il Pontificio Istituto
Biblico, deplorato dal papa stesso– Narcisio Garcia, umberto Betti, Giovanni
Bat-tista Peruzzo
49.
45 Nel conteggio, che ho potuto ricostruire in dettaglio, poiché sono disponibili tutte le liste, furono fatti
degli errori. Journet e Xiberta sarebbero dovuti diventare membri e non solo consultori, Cerfaux inve-ce sarebbe dovuto diventare solo consultore inveinve-ce divenne membro della Commissione P. Filograssi fu escluso anche se ebbe due voti. I voti sono tutti riportati in Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 800-806.
46 Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 807. 47 È il caso di Saba, Blanchet, Philippe, Staffa, Browne, Mayer. 48 Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 811s.
49 Lista completa secondo Annuario pontifico per l’anno 1962, Città del Vaticano, 1962, p.1041s:
Al-fredo Ottaviani, presidente, Sebastiano Tromp, Segretario, membri: i vescovi, AlAl-fredo Vicente Scherer, Maurice Roy, Marcel Marie Dubois, Maxim Hermaniuk, Giovanni Battista Peruzzo, John Joseph Wright, Joseph Schröffer, James H. Griffiths, Franjo Franic, Lionel Audet, Platon V. Kornyljak, e i monsignori Luciano Cerfaux, Giuseppe Fenton, Salvatore Garofalo, Gerard Philips, Antonio Piolanti, Michele Schmaus, Pietro Pavan, Agostino Ferrari Toniolo, Carlo Colombo, i reverendi Carlo Journet, Alberto Michel, e i padri Luigi Ciappi, Rosario Gagnebet, Ludovico Gil-lon, Giacomo Ramirez, Carlo Balič, Damiano van den Eynde, Agostino Trapé, Edoardo Dhanis, Francesco Hürth.
Vari teologi non furono invitati a partecipare ai lavori preparatori. Nonostante
le pressioni ricevute da varie parti e nonostante l’insistenza di p. Tromp, Ottaviani
–che sostenne di voler sentire prima il parere dei cardinali della congregazione– non
acconsentì a chiamare a partecipare Karl Rahner
50.
Anche Pietro Parente non fu mai membro della commissione teologica
pre-paratoria. Nonostante ciò nei primi mesi di lavoro della Commissione cercò di
im-porre alcune decisioni. Solo quando la sottocommissione da lui pilotata, che avrebbe
dovuto determinare il numero e l’ordine degli schemi, naufragò, si ritirò dai lavori,
per divenire –durante il resto del periodo preparatorio– solo una figura di secondo
piano
51.
Tra coloro che non furono mai membri o consultori della Commissione e
co-munque la influenzarono molto, va senz’altro nominato Agostino Bea
52. Lo si può
qualificare come oppositore della commissione, soprattutto rispetto ad alcance
quer-tioni. Riuniva nella sua persona tutto quello che agli occhi ecclesiali dell’epoca
conta-va: era tedesco, gesuita, esegeta, poliglotta, già rettore del Pontificio Istituto Biblico,
già confessore di papa Pio
xii, collaboratore del S. ufficio, creato cardinale da
Giovan-ni
xxiii. Tutti questi elementi gli garantivano un’ampia credibilità che il cardinale
sep-pe usare, o sfruttare, sep-per proporre le proprie idee. Alcune sue esternazioni, sia durante
conferenze che espresse alla stampa, crearono disagi alla commissione, che però con
tutta la sua lentezza e macchinosità –dovuta anche al regolamento e all’impossibilità
di «sconfessare» un cardinale– non seppe mettere in atto delle contromisure o almeno
far sentire la propria voce
53.
50 Cfr. Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 816-818.
51 Commissione ordine schemi, creata il 27 ottobre, fu pilotata da Pietro Parente che voleva imporre il
votum del S. ufficio come base del lavoro della Commissione teologica preparatoria. Voleva infatti imporre un unico schema diviso in quattro parti, tutto sotto il tema del Corpo mistico. Dopo varie sedute e dopo aver oltrepassato la sua competenza cambiando anche l’assetto interno dello schema De Ecclesia rimasero i quattro/cinque schemi prospettati. Tromp insistette varie volte con Ottaviani affermando che non doveva apparire come se la commissione teologica fosse una commissione del S. ufficio. Tromp lo espresse, molto chiaramente l’8 novembre 1960: «Dixi Emo Praesidi subcom-missionem de ordine schematum exiisse suam competentiam et mandatum sibi datum proponendo mutationem totalem Schematis de Ecclesia. Dixi etiam omnino vitari debere ut Commissio The-ologica consideraretur ut Commissio S. Officii; me practice ut Secretarium factum esse officialem S.O.», Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 107 e vol. ii/2, p. 844 (Anhang 6) e p. 846 (Anhang 8).
52 Cfr. Stjepan scHMidt, Augustin Bea. Der Kardinal der Einheit, Graz, 1989; Jan grootaers, I
protago-nisti del Vaticano ii, Cinisello Balsamo, 1994, p. 67-81, Alexandra von teuffenbacH, Aus Liebe und Treue zur Kirche. Eine etwas andere Geschichte des ii. Vatikanums, Berlin, 2004, pp. 67-73.
53 Cfr. ad esempio Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 85, in data 1 ottobre 1960;
i
PriMiLavoriTromp, appena fu nominato segretario, stilò una lista di temi che raggruppò sotto
tre titoli: De Ecclesia, De Deposito, De re morali
54. Erano i temi più probabili, e molti di
questi erano già stati trattati nel 1948, quando sotto Pio
xiifu preparato il Concilio
e lui, Tromp, fu presidente della sottocommissione dottrinale
55. I temi raccolti per
la Commissione teologica furono proposti ad Ottaviani che li corresse
56e quindi al
piccolo gruppo del S. ufficio che si incontrò per discuterli il 21 luglio 1960. Erano
presenti Ottaviani, Piolanti, Garofalo, Ciappi, Gagnebet, Hürth e anche Staffa e
Philippe furono invitati un’ultima volta
57; mancavano, seppur invitati, sia Bali
č
che
Verardo
58. Nel frattempo però il papa aveva fatto comunicare i temi che si sarebbero
dovuti trattare al Concilio
59e quindi venne compilata anche una traccia per il De
Fontibus revelationis
60. Tromp spiegò perché aveva fatto tracce per quattro schemi e
non per uno come previsto dal votum del S. ufficio: I quattro schemi infatti
soddis-facevano meglio le richieste del Pontefice, dei vescovi, e dei dicasteri romani
61. Con
qualche piccolo cambiamento gli schemi rimasero intatti e passarono il vaglio della
«commissione interna»
62.
Solo a settembre, quando tutti erano tornati a Roma, gli schemi vennero
invia-ti anche al papa. Su questo punto ci fu un atinvia-timo di insicurezza
63. Le correzioni di
Tardini furono di poco peso
64.
54 Compone i tre «tesari» tra il 1 e il 7 luglio 1960: Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol.
i/1, p. 69.
55 Alexandra von teuffenbacH, Eugenio Pacelli... [vedi n. 30], p. 287. 56 7 luglio 1960, Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 69.
57 In verità per volere del papa non possono essere presenti poichè impegnati in altre commissioni/ in
altre congregazioni. Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 824.
58 Vedi «Anhang 4» con tutta la documentazione riguardante il primo consesso in Sebastian troMP,
Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 819-842.
59 I temi voluti dal papa, che egli esprime il 2 luglio, sono inoltrati alla Commissione teologica il 9 luglio
e sono pubblicati in Giovanni caPriLe, Il Concilio Vaticano ii... [vedi n. 13], vol. i/1, p. 292-296, oppure Acta et Documenta... [vedi n.2], ii/ii, 1, p.408-409.
60 18 luglio 1960, vedi Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 71.
61 Tromp spiega perché sono state preparate tracce per quattro costituzioni e non per una sola in
Seba-stian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 825 e 831.
62 Ibid., pp. 833ss.
63 Sebastian Tromp, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 79: «17 Sept. 1960 Sabbato. Colloquio
habito cum Card. Praeside redigo definitive epistolam qua convocantur membra Commissionis ad sessionem habendam die 27 Octobris. Emus Card. hanc epistolam cum quattuor Schematibus Compendiosis mittit S. Pontifici, ut habeatur “nil obstat” ulterius procedendi. Res est delicata. Non possumus mittere schemata, nisi saltem generice placeant Sanctissimo. Non autem convenit, ut papa ea probat. Nam per se fieri potuerit, ut reiciantur a Commissione mense octobr. conven-tura».
64 vaticano, arcHivio segreto, Concilio Vaticano ii, 736, 67, pubblicato come «Anhang 5» in
I consessi plenari
La Commissione teologica preparatoria celebrò quattro consessi plenari ai
quali furono invitati membri e consultori nelle date: 27 ottobre 1960, 13-16 febbraio
1961, 18-30 settembre 1961 e 1-10 marzo 1962. In queste occasioni, prima delle
quali i membri e consultori avevano ricevuto a casa il materiale, venne discusso ogni
singolo punto delle costituzioni preparate.
Tromp descrive ognuno di questi consessi e anche il lavoro svolto tra i consessi
nella commissione teologica
65.
De Ecclesia
Durante il primo consesso plenario fu formata la sottocommissione De
Eccle-sia
66in seguito, però la composizione della commissione venne cambiata
67. La prima
seduta della sottocommissione, difficile dal punto di vista interpersonale, si concluse
senza risultati di rilievo
68. Nelle 86 sedute seguenti della sottocommissione De
Ec-clesia –dalla seconda il 26 novembre alla seduta del 16 maggio 1962– fu preparato il
testo dello schema, alle quali vanno aggiunte però 7 sedute della sottocommissione
65 Le relazioni si trovano in vaticano, arcHivio segreto, Concilio Vaticano ii, 788, 429, e la prima
relazione del 27.10.1960 in roMa, arcHivio Pontificia università gregoriana, Fondo Witte, Concilio Vaticano ii, 4-2.9. Tutte le relazioni sono pubblicate in Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 673-757:
1. Relatio de Consessu plenario habito die 27 Oct. 1960; 2. Relatio de laboribus usque ad diem 3 Dec. 1960;
3. Relatio de Consessu plenario Commissionis habito diebus 13-16 Feb. 1961; 4. Relatio de iis quae facta sunt diebus 17 Feb. – 16 Sept. 1961;
5. Relatio de Consessu plenario Commissionis habito diebus 18-30 Sept. 1961; 6. Relatio de iis quae facta sunt diebus 30 Sept. 1961- 1 Mart. 1962;
7. Relatio de Consessu plenario Commissionis habito diebus 1-10 Mart. 1962; 8. Relatio de iis quae facta sunt diebus 10 Mart.- 20 Jul. 1962.
66 Oltre alla relazione già menzionata, c’è una descrizione del consesso anche nel diario di Tromp, in
Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 97-99. Da essa è evidente che Tromp fu molto alterato per il fatto che lui non era stato sentito riguardo alla formazione della sottocommis-sione.
67 Cambiamenti che si protrassero fino a fine novembre. Mentre alla prima seduta del 28 ottobre erano
presenti Dubois, Griffiths, Fenton, Philips, Piolanti, Colombo e Balič, la commissione in seguito vide la partecipazione di Lattanzi e Lécuyer, Gagnebet al posto di Balič, Witte al posto di Piolanti. Nella sottocommissione non c’era differenza tra membri e consultori e la partecipazione era estremamente fluttuante poiché spesso chi abitava fuori Roma non poteva essere presente.
68 Di queste difficoltà iniziali si trova p.e. un resoconto nel diario di Tromp, Sebastian troMP,
De Beata e 16 sedute della piccola commissione deputata a rispondere alle richieste
di cambiamenti fatte dalla Commissione centrale
69.
Dopo le difficoltà incontrate con il primo capitolo redatto da ugo Lattanzi
del Laterano e criticato aspramente da vari membri e consultori
70, fin dal febbraio
1961 alcuni temi divennero centrali nella discussione: la questione dei membri
della Chiesa, che soprattutto a causa degli interventi del cardinale Bea venne più
volte trattato
71, e nella tarda primavera 1961 la questione sull’episcopato, il suo
rapporto con il papa, la questione sulla giurisdizione episcopale. Molto dibattuta e
difficile risulta inoltre la composizione del capitolo sul rapporto tra Chiesa e Stato.
Si confrontano con idee completamente diverse i padri Gagnebet e Witte
72. Tutti
i partecipanti accettarono poi la stesura definitiva ma nella Commissione
centra-le i probcentra-lemi saranno risolcentra-levati anche dinanzi alcentra-le affermazioni contenute nello
schema De Tolerantia presentato dal segretariato per l’unità dei Cristiani
73. Il testo
presentato alla commissione centrale e trattato in varie parti sarà di complessivi 11
capitoli
74.
69 A queste va aggiunta la seduta della commissione di revisione che si occupò dei cambiamenti richiesti
dalla commissione centrale sulla Costituzione de Beata Virgine Maria, 11 luglio 1962. Tutte le sedute sono elencate nei quaderni di protocollo che Tromp ha aggiunto ai suoi diari, e che sono pubblicati in Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 579-672.
70 Lattanzi presentò varie versioni del primo capitolo che fin da subito fu aspramente criticato. La
sot-tocommissione lavorò sul testo per tutto gennaio. Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol.
i/1, p. 147-169.
Ricordo che per il De Ecclesia sono stati richiesti e preparati moltissimi voti. Vedi per i nomi, temi e date: Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 884s.
71 Vedi n. 52.
72 La questione dibattuta nelle tre riunioni di maggio 1961, vertono sulla questione della tolleranza dello
stato. Vedi per le fonti Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1,nota 309, p. 521s.
73 La discussione è stata seguita da Tromp e riportata in Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n.
1], vol. i/1, p. 457ss. Ottaviani si recò dal papa e fu quindi composta una commissione per rivedere il capitolo composta dai cardinali Ottaviani e Ciriaci e con la partecipazione di Gagnebet. Tromp e Willebrands furono incaricati di redigere il capitolo secondo le nuove decisioni. Anche per la questio-ne riguardante la tolleranza e la libertà religiosa lo stesso giorno 25 giugno 1962 fu formata un’altra sottocommissione con i membri Ciriaci, Ottaviani e Bea e con i segretari Tromp e Willlebrands. Vedi Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 467.
74 Rimando al Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 881-886 dove sono elencate le
date per la discussione di ogni capitolo. Qui l’elenco dei capitoli e il nome del teologo che produsse la prima stesura.
i. De Ecclesiae militantis natura, Lattanzi.
ii. De membris Ecclesiae militantis eiusdemque necessitate ad salutem, Tromp. Vedi per questo capitolo anche «Anhang 17» che riporta la documentazione relativa a questo capitolo e un resoconto della problematica riguardante il cardinale Bea, e «Anhang 25» una nota d’ufficio che brevemente risponde a un articolo dell’Osservatore Romano del 8/9 dicembre 1961, rispettivamente in Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 855-863 e p. 869.
iii. De Episcopatu ut supremo gradu sacramenti Ordinis et de Sacerdotio, Lécuyer. iv. De Episcopis residentialibus, Schauf.
De Beata Maria Virgine Matre Dei et Matre hominum
La breve costituzione fu preparata a partire dallo schema composto da Bali
č
e
fu ampiamente discusso da marzo 1961 ad aprile 1962
75. La costituzione sulla
Ma-donna sarà inserita nel testo del De Ecclesia soltanto nel periodo conciliare
76.
De deposito fidei pure custodiendo
Programmato fin da subito, lo schema di questa costituzione fu meno
pro-blematico nella stesura di quanto lo sia stato quello della costituzione sulla Chiesa
con l’eccezione del capitolo sulla sorte dei bambini morti senza battesimo
77. Tromp
aveva preparato lo schema in due punti, seguendo la dottrina classica, che però
cre-ava dei problemi ad alcuni fra i teologi
78. Furono quindi proposte alla commissione
centrale preparatoria anche due letture alternative di questo capitolo, una di Dhanis
e l’altra di Colombo
79.
vi. De laicis, Philips.
vii. De Ecclesiae magisterio, Colombo.
viii. De auctoritate et oboedientia in Ecclesia, Colombo.
ix. De relationibus inter Ecclesiam et Statum necnon de tolerantia religiosa, Gagnebet.
x. De necessitate Ecclesiae annuntiandi Evangelium omnibus gentibus et ubique terrarum, Gagnebet. xi. De Oecumenismo, Witte. Vedi «Anhang 23» un commento di Congar sul capitolo proposto da Witte, in Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n.1], vol. I/2, p. 867s.
75 Composta da sei punti trattava vari aspetti, tra gli altri anche la Madonna come fautrice dell’unità
cristiani. Vedi Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n.1], vol. i/2, p. 886s.
76 Sulla necessità della costituzione vedi «Anhang 26», in Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi
n.1], vol. i/2, p. 870. Sulla preparazione vedi anche parte del volume di Cesare antoneLLi, Il dibattito su Maria nel Concilio Vaticano ii. Percorso redazionale sulla base di nuovi documenti di archivio,
Padova, 2008.
77 Joseph koMoncHak, La lotta per il concilio... [vedi n. 14], p. 256-262, seguendo le posizioni di Congar
e De Lubac nota tanti, tantissimi problemi e una grande insoddisfazione. Dai verbali e dalla discussio-ne questa insoddisfaziodiscussio-ne però non risulta così evidente.
78 La Chiesa ha sempre sostenuto la necessità del battesimo per la salvezza e ha sempre visto come
pro-blematico accettare delle eccezioni. La più nota fra queste è il cosidetto battesimo di sangue, il marti-rio per la fede. A volte si tentò di applicare questo concetto ai bambini morti senza battesimo. Qualsi-asi tentativo di mitigare la dottrina classica tradizionale essa rimane sempre contraria al «sentimento umano» di compassione.Tromp stesso, nella prefazione all’undicesimo volume di Roberto beLLar
-Mino, Opera Oratoria Postuma, vol. xi, 14, sembra contraddire a quanto avrebbe dovuto promulgare il Concilio se il capitolo da lui preparato fosse stato accettato. Scrive infatti: «unum autem omittere nequeo. Quando legi, quae ipse collegeram sub voce Salus Aeterna, non solum eram stupefactus sed horrore affectus. Ardenter spero S. Robertum hac in re errasse; sed negare nequeo ex parte Cardinalis stare S. Scripturam et experientiam humanam. Pauci salvantur, ita Sanctus Doctor, quia pauci salvari volunt».
79 Acta et Documenta... [vedi n. 2], ii, ii, ii, la redazione di Tromp a p. 389, quella di Dhanis a p. 393, quella
La commissione aveva diviso il proprio lavoro già nella prima seduta del
24.11.1960
80. Il lavoro fu svolto con regolarità e procedette celermente
81. Infatti fu
presentato lo schema della costituzione alla plenaria della commissione teologica nel
settembre 1961 dove furono fatte anche varie critiche severe allo schema
82.
Formula Nova professionis fidei
Tromp descrive in un Memorandum come si era giunti alla composizione di una
nuova professione di fede, ricordando che varie persone avevano posto la questione
se non fosse conveniente ridurre la professione di fede comunemente usata ad una
formula più semplice e più adatta al tempo e alle nuove circostanze
83, che sarebbe
stata la professione di Trento oppure il giuramento antimodernista. Appurata la
ne-cessità sentita dai membri della sottocommissione De Deposito, il cardinale Ottaviani
diede a Tromp l’incarico di comporre la formula e ai membri della commissione di
indicare quanto, secondo loro, sarebbe stato da togliere o da aggiungere o da
cam-biare rispetto ad altre formule.
Il 17 marzo Tromp ricevette tutte le indicazioni e il 19 aprile presentò alla
sottocommissione il testo. Le tante osservazioni ricevute riguardo a questo testo
80 Joseph koMoncHak, La lotta per il concilio... p. 257. Secondo l’autore «i membri della
sottocommis-sione erano: F. Carpino, A. Stohr, L. Audet, A. Piolanti, L. Ciappi, J. Ramirez, E. Dhanis, A. Trapé»; sbaglia però quando scrive 1961.
81 Rimando al Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 887-891 dove sono elencate le
date per la discussione di ogni capitolo. Qui l’elenco dei capitoli e il nome del teologo che produsse la prima stesura:
0. Prooemium, Tromp. i. De cognitione veritatis, Ciappi. ii. De Deo, Xiberta.
iii. De Deo Creatore et evolutione mundi, Dhanis. iv. De revelatione et fide, Dhanis.
v. De progressu doctrinae, Xiberta.
vi. De distinctione et convenientia ordinis naturalis et supernaturalis, Trapé. vii. De spiritismo et novissimis, Kloppenburg.
viii. De peccato originali, Trapé.
ix. De unitate seu de communi origine generis humani, Trapé. x. De sorte infantium absque baptismo decedentium, Tromp. 1. Baptismus ad salutem necessarius, Dhanis.
2. Officum baptizandi infantes, Colombo. xi. De satisfactione Christi, Ciappi.
82 Henrì de Lubac si sente direttamente attaccato dalle parole di questo schema e ne parla con Tromp.
Tromp sostiene che nella condanna del nuovo relativismo non si è inteso condannare De Lubac, vedi Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 291.
83 Anche altri Concii ecumenici, come ad esempio il Tridentino e il Vaticano i, avevano una loro
profes-sione di fede.
resero necessaria un’ulteriore redazione composta a metà settembre
84. Nella
sessione plenaria della Commissione teologica, il 18 settembre, Tromp lesse
en-trambe le redazioni e fu deciso di accettare la seconda, anche se furono richiesti
ulteriori cambiamenti. La nuova formula per la professione di fede fu quindi inviata
alla Commissione centrale.
De Fontibus Revelationis
Dagli atti si può evincere che la stesura della costituzione De Fontibus –in
cin-que capitoli
85–, ebbe pochi problemi. La commissione era estremamente piccola e
molto omogenea. Non ci furono quindi discussioni di rilievo e nulla fece presagire
quanto sarebbe poi successo al Concilio.
De ordine morali e de Castitate, Virginitate, Matrimonio, Familia
La costituzione sulla morale ebbe un iter difficile. Inizialmente fu Hürth a
stilare uno schema compendiosum
86. La necessità di affrontare il tema era evidente a
tutti e non meraviglia trovare anche la richiesta del papa di redigere uno schema su
questo argomento. Già durante il pontificato di Pio
xiiera stata condannata una
forma dell’etica della situazione che minava la validità delle norme oggettive; non
a caso, Hürth, collaboratore di papa Pacelli, ed estensore della prima parte, dedica
quindi un capitolo non a caso al «subiectivismo et relativismo ethico»
87. La
costitu-84 Tromp scrive nel suo memorandum: «Hi textus, suos scripto miserunt, ex membris: Exc.ms Dubois et
Exc.mus Schröffer et Mons. Philips; ex consultoribus: Dander, Congar, Brinktrine, Bertetto, Joussard, Laurentin, Labourdette, Philippus a SS. Trinitate, Kloppenburg, Salaverri. Alii observationes postea dederunt ore», in Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2 (Anhang 22) pp. 866-867.
85 Rimando al Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 894-896, dove sono elencate le
date per la discussione di ogni capitolo. Qui l’elenco dei capitoli e il nome del teologo che produsse la prima stesura:
i. De duplici fonte revelationis, van den Eynde.
ii. De S. Scripturae inspiratione, inerrantia et compositione letteraria, Di Fonzo (Castellino/Garofalo). iii. De Vetere Testamento, Kerrigan.
iv. De Novo Testamento, Cerfaux. v. De Sacra Scriptura in Ecclesia, Garofalo.
86 Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 822.
87 Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/2, p. 897s. Qui si trovano anche le date in cui il
testo venne discusso. Mi riferisco ai capitoli come sono stati inviati alla Commissione centrale. I primi quattro capitoli sono stati scritti da Hürth:
i. De fundamento ordinis moralis ii. De conscientia christiana
iii. De subiectivismo et relativismo ethico
iv. De naturali et supernaturali dignitate personae humanae v. De peccato, Gillon.
zione sulla castità, verginità, il matrimonio e la famiglia fu composta il 18 gennaio
1962, dopo che la commissione centrale aveva avuto modo di criticare la
costitu-zione morale
88. Furono estratti dalla costituzione morale e da quella sociale tutti gli
argomenti attinenti alla nuova costituzione e uniti a quanto era già stato formulato in
una costituzione sul matrimonio e la famiglia; quest’ultima era stata composta dopo
la decisione della Plenaria del settembre 1961
89. Per la storia di questa costituzione
è quindi importante seguire l’iter di tutte e tre le costituzioni.
Seppure riguardo alla morale sessuale ci si trovava ancora nel periodo
pre-cedente all’uso su larga scala degli anticoncezionali artificiali, questa fu comunque
ampiamente dibattuta
90. Ma la discussione più forte si ebbe sulla questione del fine
del matrimonio, quando si scontrarono due linee di pensiero, quella che faceva capo
a Hürth che vedeva la procreazione come fine primario del matrimonio e quella di
Häring che invece voleva veder aggiunto ad esso l’amore coniugale e la comunione.
Nel testo finale, spostato poi nella Costituzione De Castitate, Virginitate, Matrimonio,
Familia si giunse ad una formula di compromesso, che però non poteva ancora
sod-disfare chi voleva vedere rivalutato l’amore coniugale
91.
88 Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 351ss. E per lo schema vol. i/2, p. 901-903.
La nuova costituzione è così composta: Prooemium, Tromp
Pars prima De castitate et virginitate i. Praemittenda de sexibus
ii. De castitate solutorum et virginitate Pars altera De matrimonio et familia Praenotanda, Tromp
i. De ordine matrimonii christiani divinitus constituto, Lio.
ii. De iuribus, obligationibus, virtutibus matrimonio christiano propriis, Lio. iii. De ordine familiae christianae divinitus constituto, Sigmond.
iv. De iuribus, obligationibus, virtutibus familiae christianae propriis, Sigmond. Epilogus, Tromp.
Vedi anche (Anhang 24) vol. i/2, p. 868s.
Vedi inoltre: Karim scHeLkens, Catholic Theology of Revelation... [vedi n. 16] e Riccardo burigana, La Bibbia nel concilio: la redazione della costituzione «Dei verbum» del Vaticano ii, Bologna, 1998.
89 Sebastian troMP, Konzilstagebuch... [vedi n. 1], vol. i/1, p. 275s. 90 Vedi per le date le indicazioni in nota 86.
91 Vengono addotte molte citazioni dal magistero di Pio xii, magistero al quale aveva collaborato Hürth.